Tripoli ferma l'avanzata di Haftar. Guterres tenta la mediazione

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"In effetti c'è una corsa agli acquisti delle cose che più servono, ma non è eccessiva", ha sostenuto la fonte che preferisce restare anonima. Prima della riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dell'Onu in cui i Quindici hanno ascoltato un briefing dall'inviato speciale per la Libia, Ghassan Salamé, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è volato a Bengasi per cercare di fermare Haftar. Un portavoce dell'Eni ha assicurato che "la situazione nei campi è sotto controllo": "Stiamo monitorando l'evolversi della situazione con molta attenzione", ha aggiunto, spiegando che la società "non ha personale attualmente presente a Tripoli".

Senza legge da quando Gheddafi è stato rovesciato dai ribelli appoggiati dagli attacchi aerei della NATO, la Libia è diventata il punto di transito di centinaia di migliaia di migranti che attraversano il Sahara con l'obiettivo di raggiungere l'Europa attraverso il Mar Mediterraneo.

Il governo di Serraj ha richiesto di arrestare il comandante dell'Esercito nazionale libico, il feldmaresciallo Khalif Haftar.

Haftar ha fatto ribadire che, nonostante proclami contrari di un ministro di Sarraj, controlla l'aeroporto internazionale, quello chiuso dal 2014 e situato a circa 25 km in linea d'aria a sud del centro.

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Una fonte di sicurezza ha anche dichiarato ad AFP che le forze di Haftar sono state respinte venerdì da un importante posto di blocco a ovest della città, a Zawiya. Per questo ha chiesto formalmente all'ambasciatrice francese in Libia, Béatrice du Haccuellen, di riferire la sua "forte protesta" al suo governo e al presidente francese, Emmanuel Macron.

Al-Sarraj: "Haftar ha tradito, troverà forza e fermezza" -"Abbiamo steso le nostre mani verso la pace ma dopo l'aggressione da parte delle forze di Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale non troverà nient'altro che forza e fermezza", ha detto al-Sarraj che punta il dito anche contro Parigi, che accusa di sostenere la brigata di Haftar. "Lascio la Libia con una profonda preoccupazione e il cuore pesante".

Dopo tante divisioni la comunità internazionale prova a giocare la carta del buonsenso, resta da capire se questa sarà la stessa strada che sceglierà di intraprendere Haftar nelle prossime ore. I cittadini di Tripoli intanto hanno cominciato a fare provviste di cibo e carburante secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Agence France-Presse. Contemporaneamente, sono stati condotti raid aerei ad Al-Hira, Gharyan e Wadi Al-Rabea.

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