Scattata foto del secolo: è la prima immagine di un buco nero

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"Abbiamo osservato l'ombra di un buco nero", hanno detto gli scienziati all'annuncio della prima immagine mai rilasciata per questi oggetti supermassivi il 10 aprile 2019. La notizia è stata ufficializzata mercoledì, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles.

Il lavoro per ottenere la prima immagine di un buco nero è stato lo sforzo di più nazioni e di più agenzie nel progetto Event Horizon Telescope (EHT) che ha utilizzato ben 8 radiotelescopi che hanno lavorato insieme per riuscire a risolvere un oggetto di dimensioni veramente modeste ma decisamente interessante. L'immagine mostra come i gas siano curvati dall'incredibile gravità di questo mostro cosmico, con una massa sei miliardi di volte superiore a quella del Sole.

L' Event Horizon Telescope collega vari radiotelescopi in tutto il mondo, formando un raggio virtuale delle dimensioni della Terra.

Scattata la prima foto al mondo di un buco nero.

Questa foto senza precedenti è il risultato del progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht), al quale l'Italia partecipa con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Può darsi, però, che ci si troverà di fronte a due scenari: uno in cui avremo a che fare con un'immagine inconfondibile dell'ombra del buco nero e un altro in cui l'immagine potrebbe essere non chiara, oppure confusa, soggetta a diverse interpretazioni.

Com'è fatto un buco nero? Questi oggetti supermassivi sono caratterizzati dalla presenza di un orizzonte degli eventi, che costituisce il limite dello spaziotempo dove l'attrazione gravitazionale esercitata dall'oggetto è tale da non lasciar sfuggire alcuna informazione.

Tottenham-Manchester City in TV e in streaming
Il tecnico spagnolo analizza così il match: "Abbiamo controllato bene la partita ma non abbiamo fatto gol". Senza il suo faro in attacco il Tottenham non si scoraggia e al 78' con Son trova il gol vittoria.

"Se immerso in una regione luminosa, come un disco di gas incandescente, ci aspettiamo che un buco nero crei una regione scura simile a un'ombra, un effetto previsto dalla teoria della relatività generale di Einstein che non abbiamo mai potuto osservare direttamente prima", aggiunge il presidente dell'EHT Science Council Heino Falcke della Radboud University, nei Paesi Bassi.

La domanda è: c'è modo di intravedere almeno l'ombra di un buco nero? Dopo che nel 2016 le onde gravitazionali hanno dimostrato l'esistenza di questi misteriosi oggetti cosmici, arriva la prima prova diretta e l'immagine che lo testimonia è quella del buco nero Messier 87, al centro della galassia Virgo A (o M87), distante circa 55 milioni di anni luce.

La costruzione dell'EHT e le osservazioni annunciate oggi rappresentano il culmine di decenni di lavoro osservativo, tecnico e teorico.

Non è stato facile trovare il momento in cui il buco nero di M87 fosse osservabile simultaneamente dagli otto telescopi della rete in Spagna, Messico, Arizona, Hawaii, Cile e Polo Sud, che le condizioni atmosferiche fossero favorevoli per tutti questi luoghi e che tutti quei telescopi funzionassero perfettamente. Tredici istituzioni partner hanno collaborato alla creazione di EHT, sia sfruttando infrastrutture preesistenti, sia grazie al supporto di varie agenzie.

E' dagli anni Settanta che gli astrofisici si arrovellano intorno a questo problema, all'epoca tecnicamente insormontabile.

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