Theresa May: la data della Brexit è nelle mani del parlamento britannico

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La decisione è stata presa nel corso del Consiglio europeo, in nottata tra 10 e 11 aprile. La data limite del 31 ottobre ha un senso in quanto a quella data dovrebbe entrare in funzione la nuova Commissione. Se l'accordo di ritiro verrà ratificato "da entrambe le parti prima di questa data, allora il ritiro" dall'Ue "avrà luogo il primo giorno del mese successivo", si specifica nelle conclusioni. Grattacapi in arrivo anche per il Dipartimento della Salute che sta valutando cosa fare delle scorte di medicine.

Un altro scenario, più rischioso per la premier britannica, è quello della rinuncia all'accordo rapido con i laburisti, con la tenuta certa delle elezioni europee, e la prospettiva di avere più tempo per tentare ancora di trovare una maggioranza nel Parlamento britannico che sostenga l'Accordo di recesso.

La soluzione è una soluzione di compromesso.

BETTEL - Per il premier lussemburghese Xavier Bettel, tra coloro che spingevano per un rinvio breve, "la Camera dei Comuni deve dirci alla fine che cosa vuole: ancora non lo sappiamo".

Milan, UFFICIALE: arriva il deferimento UEFA per il Fair Play Finanziario
L'Uefa non farà nuovi commenti sull'argomento finché la camera giudicante non prenderà una decisione sul caso. Continuano i guai per il Milan dal punto di vista finanziario.

Sull'accordo ha pesato molto la posizione intransigente della Francia, contraria a una proroga più lunga. Magari in direzione di quel secondo referendum che il fronte Remain britannico non cessa d'invocare, e qualcuno nel continente di ritenere possibile, ma il cui svolgimento e l'eventuale esito restano per ora avvolti nella nebbia. Mi assumo questo ruolo, per il bene della collettività.

Anche l'Ue china la testa: la Gran Bretagna parteciperà alla nomina delle caricheNon solo la May, ma anche l'Unione accetta a malincuore l'accordo per una proroga.

Theresa May porta a casa un rinvio di sei mesi della telenovela che costa una enorme quantità di sterline ai suoi connazionali e che consente di indire l'elezione dei rappresenranti dell'isola nel Parlamento Europeo (quelli uscenti sono 73 come quelli italiani).

'NO DEAL' - No deal che non veniva neppure menzionato nella lettera di invito di Donald Tusk ai leader, un'assenza non casuale. "Ne consegue inoltre che il Regno Unito continuerà a essere uno Stato membro fino alla nuova data di recesso, con tutti i diritti e gli obblighi a norma dell'articolo 50 TUE, e che ha il diritto di revocare la sua notifica in qualsiasi momento". Pertanto, Londra "dovrà facilitare il raggiungimento degli obiettivi dell'Ue ed astenersi da qualsiasi misura che possa mettere a rischio il raggiungimento degli stessi, in particolare quando partecipa al meccanismo decisionale dell'Ue". Il Consiglio europeo, da parte sua, "esaminerà i progressi compiuti nella riunione del giugno 2019". "Non sarà facile - ha aggiunto - ma i parlamentari hanno il dovere di rompere lo stallo" su Brexit.

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