Benedetto XVI: origine della pedofilia va ricercata nella rivoluzione sessuale del '68

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Infine Benedetto XVI, che ne fu il teologo e il più stretto collaboratore, rivaluta la figura di San Giovanni Paolo II, citando la Veritas Splendor del 1993: "Ci sono azioni che non possono mai diventare buone". A scoraggiare il fronte anti-Bergoglio, che ha ritenuto il forte segnale del papa emerito come rivolto a quella parte della Chiesa che sta arroccata su posizioni tradizionaliste e rigoriste, è intervenuto il cardinale Angelo Becciu: "Ratzinger non si contrappone affatto agli indirizzi normativi di Francesco".

E sull'ipotesi se Benedetto XVI sia stato aiutato da qualcuno nella stesura di questo documento, aggiunge: "Lui ha il suo stile, è stato aiutato da una segretaria ma intellettualmente non ha bisogno di aiuti perché ha grande esperienza, si ricorda di tutti i responsabili della caduta della teologia morale che è una delle cause per cui avvengono questi abusi". E tuttavia c'è un minimum morale che è inscindibilmente connesso con la decisione fondamentale di fede e che deve essere difeso, se non si vuole ridurre la fede a una teoria e si riconosce, al contrario, la pretesa che essa avanza rispetto alla vita concreta.

Se non bastavano l'adunata di Verona, misogina e patriarcale, e i tentativi oscurantisti contro il diritto di famiglia del leghista Pillon, ecco un pamphlet del papa emerito, che intende mettere all'indice la 'rivoluzione sessuale' coeva del '68. Insomma, a dispetto di una gestione prudente della vicenda, le argomentazioni del papa emerito - che aveva parlato anche di club omosessuali nei seminari - sono destinate ad acuire ancor di più le differenze tra conservatori e progressisti in Vaticano.

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Ma la speranza è l'ultima a morire: "Ma anche oggi c'è pure la Chiesa santa che è indistruttibile". La liberazione sessuale è stato un movimento sociale che ha modificato nel profondo i tradizionali codici di comportamento in tema di sessualità e relazioni interpersonali, con contributi quali quelli dello psichiatra Wilhelm Reich, della scrittrice Simone de Beauvoir e del filosofo Herbert Marcuse e anche grazie alla risonanza mondiale di testi quali il "Rapporto" sul comportamento sessuale del sessuologo Usa, Alfred Kinsey, e lo studio di Masters e Johnson, che evidenziò come la sessualità femminile non sia gerarchicamente inferiore a quella maschile. È il commento di Francesco Zanardi presidente della Rete L'Abuso in difesa delle vittime di pedofilia da parte del clero. Maciel commise tali delitti in modo plurimo e continuativo tra gli anni quaranta e gli anni sessanta. Il titolo è molto prudente: "Benedetto XVI: tornare a Dio per superare la crisi degli abusi".

Città del Vaticano - La pubblicazione delle riflessioni sulla pedofilia di Papa Ratzinger hanno riaperto il dibattito sul timore di una diarchia in Vaticano, l'esistenza di due papi, uno regnante e l'altro in pensione, chiuso nel monastero ma autorevolissimo in materia teologica e punto di riferimento di una frangia di Chiesa refrattaria ai cambiamenti e alle riforme imposte da Bergoglio. A noi non resta nient'altro che la domanda: "Cui prodest?" "Che glielo abbia fatto leggere - dice anche sull'ipotesi che Ratzinger abbia sottoposto il testo integrale a Francesco - non lo so, mi fermo alle parole che sono scritte, conoscendo la sua delicatezza è probabile pure". Di quale autorità egli si è sentito investito, dato che da sei anni non è più papa, avendo rinunciato sua sponte al pontificato?

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