Libia, Serraj: "800mila migranti pronti a partire: anche terroristi"

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L'Egitto "conferma il sostegno agli sforzi per combattere il terrorismo, i gruppi estremisti e le milizie per ottenere la sicurezza e la stabilità per i cittadini libici e per consentire la creazione di uno stato civile, stabile e sovrano", ha fatto sapere la presidenza egiziana in una nota stringata ma inequivocabile. Dall'inizio degli ultimi scontri nove civili sono stati uccisi e 22 feriti, mentre i miliziani uccisi sarebbero almeno 75.

Il vicepremier del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani sarà a Roma domani pomeriggio per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte, che propone per l'Italia "un ruolo di facilitatore" nel processo di stabilizzazione e pacificazione. L'assenza degli americani dalle ultime vicende libiche (e il ritiro dei pochi militari Usa presenti sul terreno) avrebbe infatti autorizzato Haftar a intrepretare tutto ciò come un indiretto via libera alla presa di Tripoli.

Dado, il comico picchiato dal'ex fidanzatino della figlia 14enne
Mi sono spostato, lui è ripartito e a quel punto mi ha dato il pugno , direttamente dal volante", ha raccontato. Tuttavia, il bullo non si è arreso, come testimonia chiaramente quanto avvenuto lo scorso sabato.

Profughi e migranti: due linee diverse nel Governo È attesa per oggi una nuova direttiva del Viminale che "ribadisce che i confini italiani si varcano solo se si hai diritto di farlo". Solo una dichiarazione a favore del piano Onu e per un cessate il fuoco contestuale al ritiro di Haftar potrebbe porre fine all'equivoco. Ma secondo il vicepremier Di Maio "chiudere un porto è una misura occasionale, risultata efficace quando abbiamo dovuto scuotere l'Ue, ma è pur sempre occasionale". Di Maio ricorda che non ha senso "fare i duri" perché "se non si ponderano i toni il rischio è incrementare le tensioni". In questo contesto "devono essere coinvolti non solo i protagonisti libici, ma anche gli altri esponenti della comunità internazionale". Il tradimento del governo di Tripoli che noi rappresentiamo è un tradimento della legge internazionale, dell'Onu che aveva qui il suo segretario generale Guterres mentre Haftar ordinava l'attacco.

Proprio per contenere le "fughe in avanti" di Salvini il premier Conte, spalleggiato dal ministro della Difesa, ha rafforzato i poteri del gabinetto di crisi sulla Libia imponendo maggiore collegialità nelle decisioni che riguardano il dossier libico. La ministra Elisabetta Trenta a Radio Capital ha detto che "in caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati" e aggiungendo che questi "si accolgono".

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