Tria scopre le carte: confermato aumento dell’Iva in attesa di misure alternative

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Invece oggi il governo gialloverde conferma che l'unica cosa che aumenterà e l'Iva. Sarebbe questo, secondo La Repubblica, "l'impegno assunto nel programma nazionale di riforma, il rapporto appena varato insieme al Def e che dettaglia i piani dell'esecutivo".

PERCORSO "Il mio giudizio - aggiunge Tria - è che ci sono i modi di andare nella direzione corretta, anche i tempi, ci vuole una volontà politica di andarci, ovviamente". "Abbiamo trovato i fondi per il reddito di cittadinanza, Tria trovi i fondi per non fare aumentare l'Iva". Il Def tra poche ore arriverà nelle aule di Camera e Senato per il voto alle risoluzioni di maggioranza.

Perché l'Italia riduca il gap di crescita con i partner europei "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo - ha aggiunto Tria - verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività".

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Eppure, la revisione al ribasso delle stime di crescita c'è stata, ma Tria la definisce "pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale": "A dicembre era all'1% al di sotto dell'1,2% della Ue". "La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative", ha spiegato Tria.

"Lo scenario tendenziale del Def incorpora i rialzi dell'Iva e delle accise".

L'eventuale aumento, valuta la Cgia, si tradurrà per l'Italia in un primato non certo invidiabile: "Dal 2020 i consumatori italiani saranno sottoposti all'aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i Paesi dell'area dell'euro, - dice il segretario, Renato Mason - con un serio rischio che l'economia sommersa assuma dimensioni ancor più preoccupanti". L'unica via d'uscita sarebbero tagli di spesa e privatizzazioni, ma di queste ultime non si vede traccia nel Def (ieri l'Ufficio parlamentare di Bilancio, sempre in audizione, ha nella sostanza escluso la cessione di asset pubblici per quest'anno). "Il perseguimento di questi obiettivi richiederà uno sforzo fiscale che nel breve termine inevitabilmente attenua il ritmo di crescita dell'economia, a parità di altre condizioni e ignorando retroazione favorevole che potrebbe pervenire dal minor livello dei rendimenti sui titoli di stato". "Gli obiettivi programmatici - ha spiegato - risultano sostanzialmente in linea con quanto previsto dalle regole europee e nazionali, sebbene puntino a miglioramenti del saldo strutturale più contenuti date le condizioni ancora difficili della nostra economia e il recente peggioramento congiunturale". Così il vicepremier Luigi Di Maio risponde ai giornalisti che gli chiedono della vicenda legata alla Sottosegretario Siri in Sicilia.

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