Corruzione, indagato il sottosegretario Siri

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Nel corso dell'intervista, Mr Flat Tax, come è stato ribattezzato il leghista, ha parlato, non senza dispiacere, anche della decisione di Danilo Toninelli di revocargli le deleghe del Ministero Infrastrutture e Trasporti, dove Siri è sottosegretario in quota Lega (chi è Armando Siri). A settembre - quando emerge un presunto episodio di corruzione che vede coinvolto Paolo Arata e il sottosegretario Siri - l'indagine si sdoppia e i magistrati palermitani inviano il fascicolo ai colleghi della procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone; questo filone di indagine è coordinato dall'aggiunto romano Paolo Ielo. "Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita", ha dichiarato il vicepremier pentastellato. ". Il leader leghista ha prontamente replicato, sempre attraverso un post sui social: "Luigi e gli amici grillini farebbero bene a non parlare più di porti aperti per gli immigrati, e a controllare che il reddito di cittadinanza non finisca a furbetti, delinquenti ed ex terroristi".

"PIENA FIDUCIA" DA LEGA - Esprime "piena fiducia per Siri, nella sua correttezza" la Lega. Ecco i due cori contrapposti che si sono levati in queste ore da 5Stelle e Lega sulla vicenda del sottosegretario ai Trasporti, indagato con l'accusa di corruzione per il caso delle pale eoliche in Sicilia.

"Non so niente. Non ho idea, non so di cosa si tratti. La questione è morale e politica". Ho ascoltato le sue argomentazioni, ha continuato a contattarmi ma non ho fatto nulla di particolare se non garantire il buon andamento dell'amministrazione: ho chiamato l'assessore Cordaro per dirgli di verificare quanto mi era stato riferito, per capire se il problema era reale e se era tutto in regola.

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L'Ajax gioca così da anni, non è una sorpresa per me. "Domani servirà fare una grande partita a livello fisico e mentale". Ha caratteristiche ben precise, ma è arrivato il momento anche di fare qualcosa di diverso.

Bisogna cercare, cercare e cercare, nei partiti, per trovare qualcuno che non abbia indagini aperte a suo carico e accuse infanganti che, se confermate, metterebbero in discussione, in un attimo, il loro ruolo.

"Non ho fatto niente di male e non ho ragioni di dimettermi" ha concluso il diretto interessato, Siri. Il ministro Salvini in queste ultime ore ha attaccato il sindaco di Roma Virginia Raggi, definendola inadeguata e invitandola alle dimissioni: qual è il suo punto di vista a riguardo? In provincia di Trapani, Arata era in affari con Nicastri, che oggi è stato arrestato dalla Dia, per violazione degli arresti domiciliari.

Siri non si deve dimettere. I giornali di oggi scrivono che ci sono molte prove dei contatti tra i collaboratori di Siri e Arata per la scrittura di questa norma e lo stesso Siri ha confermato al Corriere della Sera che Arata lo chiamava spesso - come tanti altri - per chiedergli di valutare o promuovere certe norme. Questo dimostra che gli anticorpi del Movimento ci sono e sono ancora forti. E se il presidente Morra giudica "inquietanti e gravi" le ipotesi di reato formulate dalle procure, Di Battista sostiene che "nessun governo del cambiamento può tollerare che vi sia un proprio esponente indagato per reati così gravi". Il premier aggiunge, però, che "se emergesse che Siri è stato latore di un interesse privato e non generale, sarebbe una questione grave a prescindere da dazioni e promesse di pagamento".

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