Petrolio, Trump blocca le importazioni dall'Iran: vola il prezzo del barile

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Le esenzioni sarebbero scadute a inizio maggio. Tra gli otto Paesi cui erano state concesse le esenzioni c'era anche l'Italia (attraverso l'Eni). Lo ha annunciato la Casa Bianca, spiegando che la decisione "mira ad azzerare l'export di petrolio iraniano", ripartito dopo lo storico accordo sul nucleare siglato con l'amministrazione Obama e revocato da Trump, "negando così al regime la sua principale fonte di entrate".

Nuovo sgarbo di Donald Trump nei confronti dell'Iran. Ma che fa schizzare in alto il prezzo del barile di oro nero (più 3 per cento circa, a quasi 66 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi sei mesi) ed aumentare le tensioni con la Cina e con la Turchia, due degli otto Paesi che avevano ottenuto le esenzioni e tra i maggiori importatori del greggio iraniano.

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Questo dimostra che gli anticorpi del Movimento ci sono e sono ancora forti. Non ho idea, non so di cosa si tratti. La questione è morale e politica".

La decisione del presidente di eliminare le esenzioni "segue la designazione del corpo dei guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica straniera, dimostrando l'impegno degli Usa a spezzare la rete del terrore iraniano e a cambiare i comportamento maligno del regime". L'amministrazione Trump è già in contatto con i paesi per intraprendere una via condivisa e alternativa al fine di rinunciare alle importazioni di petrolio da parte di Teheran.

L'anno scorso gli Stati Uniti si erano ritirati unilateralmente dall'accordo sul programma nucleare iraniano ed avevano ripristinato unilateralmente le sanzioni contro Teheran. Gli Usa plaudono "al sostegno dei nostri amici ed alleati in questo sforzo" scrivono ancora dalla Casa Bianca. La Casa Bianca ha annunciato questa mattina di aver deciso di porre fine alle esenzioni sull'acquisto del greggio della repubblica degli ayatollah, aggiungendo che la decisione e' "destinata a portare a zero le esportazioni di petrolio iraniano". Pechino si oppone "alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati tra Cina e Iran sono "ragionevoli e legittimi".

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