Anche per l’Italia stop alle esenzioni Usa all’import di petrolio dall’Iran

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È quanto ha fatto sapere la Casa Bianca oggi stesso, precisando che questa decisione ambisce ad "azzerare l'export di petrolio iraniano, negando al regime la sua principale fonte di entrate".

Il governo statunitense di Donald Trump non rinnoverà le esenzioni concesse a otto paesi per continuare a importare petrolio dall'Iran. Il Corriere della Sera riporta poi la posizione di Eni sulla questione: il cane a sei zampe ha spiegato di non essere presente in Iran e che "non ha effettuato importazioni di greggio durante il periodo oggetto dell'esenzione".

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Meglio nel secondo tempo in cui siamo stati più ordinati e, piano piano, abbiamo scavato questo spazio per fare gol. Dopotutto il risultato consente all'Inter di fare un altro passo importante verso la Champions .

Stessa cosa per quanto riguarda la Turchia, paese che ha frizioni in atto con l'amministrazione Trump: il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha respinto "le imposizioni su come condurre i rapporti con i vicini", ed ha affermato che l'iniziativa di Wasington "non giova alla pace ed alla stabilità regionale". L'annuncio arriva a quasi un anno di distanza dalla decisione di Donal Trump, annunciata l'8 maggio 2018, di uscire dall'accordo del 2015 sul nucleare iraniano, accordo con cui Teheran, in accordo con gli Usa e i Paesi del Consiglio di sicurezza Onu piu' la Germania, garantiva il blocco della produzione di ordigni atomici, in cambio di aiuti per portare avanti il programma per la produzione di energia nucleare per scopi civili.

La Cina ha attaccato Washington per la scelta: Pechino si oppone "alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati di Pechino con Teheran sono "ragionevoli e legittimi". "Abbiamo concordato di prendere azioni al momento giusto per garantire che la domanda globale sia soddisfatta, mentre tutto il petrolio iraniano è rimosso dal mercato", garantisce la Casa Bianca, contando anche sulle previsioni di una domanda inferiore all'offerta nel 2019. "La decisione del presidente Trumo e dell'amministrazione degli Stati Uniti e' di grande importanze nell'aumentare la pressione sul regime terrorista dell'Iran", ha affermato Netanyahu in un comunicato. Si tratta di una campagna politica di "pressione massima" da parte degli Stati Uniti di Trump nei confronti dell'Iran.

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