Cordoglio blucerchiato per la scomparsa di Mino Favini

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L'ex calciatore e dirigente sportivo, responsabile del settore giovanile della squadra bergamasca per vent'anni, è morto nella mattinata di martedì 23 aprile. A Como, appesi gli scarpini al chiodo, cominciò a lavorare nel settore giovanile fino a diventarne responsabile.

Giorno di lutto per l'Atalanta e il mondo del calcio. Sotto la sua gestione sono esplosi calciatori del livello di Pellizzoli, Consigli, Bellini, i gemelli Zenoni, Padoin, Donati, Tacchinardi, Montolivo, Bonaventura, Morfeo, Gabbiadini, Zaza e Pazzini.

Al termine della stagione 2014-2015, all'età di 79 anni e dopo quasi 25 stagioni in neroazzurro, Mino Favini lascia l'Atalanta. Il club bergamasco ha subito voluto esprimere il suo dolore per la scomparsa di un suo uomo simbolo: "Dell'Atalanta Favini ha indossato i colori nerazzurri prima da giocatore (1960-1962) e poi da Responsabile del Settore Giovanile nel quale arriva, all'inizio degli anni Novanta, dopo aver accettato la proposta del Presidente Antonio Percassi". E si era fatto notare da un giovane presidente atalantino, Antonio Percassi, all'inizio degli anni '90.

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Sono passati anni, ognuno pensa quel che vuole, ma credo di avere scelto in modo corretto. Sicuro di ciò che dice e con la maturità di chi, ormai, s'è lasciato tutto alle spalle.

Mino Favini non c'è più.

Anche altre società di Serie A e tantissimi giocatori, tra cui quelli da lui lanciati, si sono unite al cordoglio dell'Atalanta sui social, ricordando uno dei talent scout e scopritori di talenti più importanti degli ultimi trent'anni di calcio italiano. Sono già arrivate le condoglianze della stessa Atalanta: "Un incredibile talent scout ma prima di tutto un uomo, un grande uomo".

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