"Fuori Altaforte e Polacchi dal Salone del Libro". 5stelle torinesi come l'Anpi

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"Io andrò al Salone del libro di Torino, non più da consulente: la ragione per cui mi sono dimesso è che non voglio la presenza di editori dichiaratamente fascisti o vicini al fascismo, penso che il Mibac, ossia lo stato, debba tutelare questo diritto per tutti, e proteggere il Salone da ogni ingerenza fascista; penso che l'Aie e l'Adei, ossia le associazioni degli editori, debbano affrontare radicalmente questa questione".

Salone del libro, Raimo, Zerocalcare, Wu Ming: davvero disertate? I centri sociali dicono che verranno a chiuderci lo stand, ma se ci assaltano chi se le prenda poi la responsabilità?

Calciomercato Juve, spiraglio De Ligt: "Barça? Non ho ancora deciso"
De Ligt , dopo la straordinaria stagione in maglia Ajax , ha incrementato la sua valutazione. Il sogno è sempre Paul Pogba, ma realisticamente sembra una trattativa quasi impossibile.

"Credo che la città di Torino abbia problemi maggiori rispetto alla nostra partecipazione al Salone del Libro". Salvini è un mediocre uomo politico, uno che fa presa sui disagi delle periferie e delle classi meno abbienti ma che mai, MAI, parla di lavoro, occupazione, pareggio di bilancio, deficit, FMI, Banca Centrale e chi più ne ha più ne metta. "Ed è il motivo per il quale, da ora in avanti, sarà il Salone a parlare per noi - i suoi incontri, i suoi dibattiti, le sue presentazioni, la sua comunità".

Intanto continuano le polemiche a Torino e continuano le defezioni. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Se Forza Nuova si candida alle elezioni io che faccio, straccio la tessera elettorale e rinuncio al mio diritto di voto? "Scuse che ritengo imprescindibili onde evitare di procedere per vie legali con una querela per diffamazione", ha scritto Francesco Giubilei sulla sua pagina Facebook, dove già in precedenza, con un post fermo, argomentato e mai scomposto, aveva replicato alle affermazioni di Raimo. Se la Lega governa il paese chiedo forse la cittadinanza altrove? "Eravamo pronti alle polemiche - aggiunge - ma non a questo livello allucinante di cattiverie". E non lo faccio perché da sempre preferisco abitare la contraddizione piuttosto che eluderla fingendo di essere altrove. E viene difficile dare torto allo scrittore, quando nel suo intervento nota che "le cazzate del piano Kalergi e della sostituzione etnica non sono più appannaggio solo di un gruppetto di esaltati che si incontrano in qualche scantinato". La seconda è un riflesso condizionato, di cui siamo vittime - e colpevoli - da almeno trent'anni: concentrarsi sulle idee da combattere invece che su quelle da promuovere, inventarsi, farsi venire. "Nessuna lo fa. Sappiamo che è una provocazione ma il Salone resta aperto a tutti". Tutto questo è accaduto mentre la timidezza dei troppi, la ritrosia della zona grigia, l'opportunismo dei camaleonti di stato consentiva a gruppi fascisti (e partiti appoggiati da gruppi fascisti) di essere sostenuti dalla maggioranza del paese. La Legge Scelba del 1952, coordinata con la Legge Mancino del 1993, sanziona e condanna chiunque propagandi idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, rendendo reato in Italia l'apologia di fascismo. O alla semplice constatazione che la democrazia moderna non è sostanziale, è fatta di procedure (per esempio quella di non si può silenziare nessuno che non infranga le leggi) e, se non le segui, a svalutare la democrazia sei tu.

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