Cancellato il festival della canapa: "Salvini ci ha definiti uno scempio"

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Nel corso della diretta su Corriere Tv, il giornalista Tommaso Labate ha invece chiesto al ministro Grillo la posizione del suo ministero sulla cannabis light.

ROMA "Rimesso nel cassetto il caso Siri, subito Salvini e Di Maio si sono messi alla ricerca di qualche altro terreno di scontro e propaganda per distogliere l'attenzione dalla paralisi del governo e dall'incapacità di trovare soluzioni alla allarmante condizione dell'economia, dei consumi, della produzione e della finanza pubblica".

Tali quantità sono stabilite dall'articolo 4 della 242/2016, in base al quale, se il contenuto di Thc è compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%, "nessuna responsabilità è posta a carico dell'agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di cui alla presente legge".

Nel frattempo il polverone che si è alzato in seguito alle dichiarazioni di Salvini ha avuto come prima conseguenza la cancellazione del festival della canapa, in programma a Torino dal 17 al 19 maggio. "Se le forze dell'ordine sono intervenute credo abbiamo diritto di farlo".

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È un business che stra crescendo, le persone sono contente e vengono a chiedere e gli si spiega tutto quanto, senza cercare di forzarle, senza indurre nessuno a fare uso di droga e soprattutto non si vende cannabis light ai ragazzini, perchè è vietato. Sul modello di Macerata, Salvini ha annunciato una direttiva per chiudere tutti i cannabis shop d'Italia. La direttiva detta le modalità della stretta: i prefetti dovranno sottoporre ai Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargati a rappresentanti di Regioni ed enti locali, una approfondita analisi del fenomeno e disporre allo stesso tempo una mappatura dettagliata di esercizi e rivendite sul territorio. Per le nuove aperture, la distanza minima è fissata in almeno 500 metri.

Questo procedimento logico oltretutto si può applicare a una serie di sostanze legalmente vendute, anche senza aprire il discorso sull'alcol e sul tabacco.

E' iniziata la guerra "via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città" contro la "cannabis legale. Gli spacciatori di morte in Italia non li voglio, il loro posto è la galera". "Meglio farsi la mattina un uovo sbattuto che non una canna", aggiunge il ministro dell'Interno. "Complimenti al questore e alla magistratura, lo Stato dimostra di non essere complice di chi vende prodotti che fanno il male dei nostri figli".

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