L'Iran sospende, in parte, l'accordo sul nucleare

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"L'accordo sul nucleare ha bisogno di un'operazione chirurgica e gli antidolorifici dell'ultimo anno non sono stati efficaci".

Il ministro degli Esteri ha sottolineato che la Repubblica islamica è stata coinvolta solo in "un certo numero di guerre" nel corso della sua esistenza, a differenza del paese americano.

La Francia ha avvertito che se Teheran non rispetterà i suoi impegni nucleari, prenderà in considerazione l'ipotesi di imporre nuove sanzioni. Gli europei hanno deciso di aderire al commercio legittimo con l'Iran per mantenere l'accordo, ma intendono rifiutare qualsiasi ultimatum. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha detto che l'arricchimento dell'uranio ripartirà se entro 60 giorni i restanti partner del Piano comprensivo di azione (Jcpoa) non accetteranno di soddisfare le sue richieste in ambito petrolifero e bancario in risposta alle sanzioni Usa.

Secondo l'agenzia semi ufficiale Isna, la mossa rientrerebbe nel quadro degli articoli 26 e 36 dell'accordo: il primo, in particolare, prevede che l'Iran possa riprendere totalmente o parzialmente le sue attività nucleari se una delle altre parti non rispetta i suoi obblighi.

Come ha scritto su Twitter Matteo Bressan, la fine dell'accordo sul nucleare iraniano "segna la fine di una parvenza di ordine internazionale".

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Infatti, l'opinionista di " Uomini e Donne " ha pubblicato sul suo profilo social lo stralcio dell'articolo di Simone di Matteo che la rigurarda.

Gli altri firmatari si sono opposti alla decisione di Trump di ricusare l'accordo e hanno cercato, senza successo, di trovare delle scappatoie per attenuare l'impatto delle sanzioni americane, che mirano anche a bloccare le esportazioni iraniane di petrolio per rallentare l'economia del paese.

Dopo questa decisione statunitense, l'Iran ha ufficializzato la rottura dell'accordo internazionale sull'energia nucleare, raggiunto faticosamente a Vienna il 14 luglio 2015. "Non ci stiamo ritirando dall'accordo - ha detto -". Rouhani è stato però attento a non tagliare tutti gli ormeggi.

Di contro, gli Stati Uniti si impegnavano a rimuovere le sanzioni imposte contro il paese degli Ayatollah. Lo ha dichiarato Steffen Seibert, portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel.

In una dichiarazione pubblicata sul sito web del Ministero degli esteri iraniano, si legge che: "Queste sanzioni statunitensi, come quelle precedenti, contraddicono i trattati internazionali e i principi di base della Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale, l'accordo di Algeri e le decisioni dei tribunali internazionali". "Significa anche che il pericolo di un Iran armato di armi nucleari sta aumentando, il pericolo di una corsa nucleare nella regione, ad esempio nel Golfo Persico, ma anche il pericolo di attacchi mirati alle strutture nucleari iraniane".

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