Google sospende le attività commerciali con Huawei, che rischia di perdere Android

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Washington, 20 mag - Google chiude ogni contatto con Huawei, sospendendo ogni attività portata avanti con il colosso tecnologico cinese, all'avanguardia nella realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. Si tratta di un duro colpo per la compagnia cinese nel mirino degli Stati Uniti, che hanno inserito l'azienda nella lista nera vietandone l'uso per motivi di sicurezza nazionale. In Italia, intanto, iniziano a fioccare le prime posizioni ufficiali di aziende ed associazioni su quanto accaduto. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a livello globale a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, sia quelli già venduti, sia quelli ancora disponibili.

Gli smartphone Huawei sono già alimentati da processori di proprietà.

Allo stesso modo non è chiaro se e come continueranno a funzionare alcuni dei servizi di Huawei che dipendono dall'integrazione con il resto del sistema operativo. "Essendo uno dei loro partner globali più importanti, abbiamo lavorato con la loro piattaforma a codice aperto per creare un ecosistema sia negli interessi degli utenti che del settore", si legge nel comunicato. "Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile - aggiunge Huawei - al fine di fornire la migliore esperienza a tutti gli utenti a livello globale".

Tappa a Masnada, Conti in rosa
Così sul rettilineo finale Masnada si è preso la tappa e Conti la classifica generale . A vincere sul traguardo di San Giovanni Rotondo , è stato Fausto Masnada .

Huawei è da tempo nel mirino delle autorità statunitensi che la accusano e nel primo trimestre ha venduto 59,1 milioni di smartphone, ovvero il 19% di quota di mercato, più di Apple, ma ancora dietro alla sudcoreana Samsung. La differenza? Aggiornamenti meno rapidi e assenza del play store e delle app di Google più utilizzate (come Maps, Gmail, etc). Huawei potrà continuare a utilizzare la versione libera (open source) di Android, che però ha minori funzionalità predefinite rispetto a quelle offerte da Google e che richiede un maggior lavoro di sviluppo da parte di chi la impiega.

Ricordiamo peraltro che in patria Huawei vende già i propri dispositivi senza questi servizi che sono bloccati in Cina e dunque potrebbe andare a sfruttare la stessa strategia anche nel Vecchio Continente. Gli aggiornamenti del sistema operativo e le relative patch di sicurezza saranno quindi possibili solo una volta che questi entreranno a far parte dell'AOSP. "Ma non è detto che il colosso cinese non sia in grado addirittura di anticipare Google e uscire con l'aggiornamento entro un'ora dalla scoperta del bug".

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