"Un nuovo accordo" per rompere l'empasse sulla Brexit

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E' l'obiettivo del premier Theresa May.

La premier Theresa May resta contraria a un secondo referendum sulla Brexit, ma apre alla possibilità della Camera dei Comuni di votare su un emendamento che lo chieda nell'ambito dell'approvazione della legge quadro sull'uscita dall'Ue che presenterà a Westminster a inizio giugno.

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La Commissione ha sistematicamente sollecitato una riforma del sistema dell'IVA per renderlo più sicuro contro le frodi. I 96 europarlamentari sono eletti attraverso un sistema proporzionale e non c'è una soglia di sbarramento.

La legislazione sulla Brexit che intende portare in parlamento all'inizio del mese prossimo per attuare il suo accordo per il divorzio - ha aggiunto - includerà "significativi ulteriori cambiamenti per proteggere l'integrità economica e costituzionale del Regno Unito". Un trimestre che è stato definito complessivamente "forte", con una crescente attenzione degli investitori globali verso l'Europa, "che potrebbe rimanere il mercato più rilevante per altri 3-5 anni", ha commentato Philip Low di BroadGroup. Se la backstop verrà usata, il Governo si impegna a restare in ogni caso allineato con l'Irlanda del Nord. Il secondo è quello dell'unione doganale, da sempre bandiera di Corbyn. In un discorso nella sede di PricewaterhouseCoopers la May ha presentato il "nuovo disegno di legge su Brexit", una versione rivista e corretta dell'accordo che il Parlamento ha già respinto per tre volte. Infine, l'accordo prevede anche una serie di proposte di tutela dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Ma non è chiaro se funzionerà. E' questa la prima reazione del leader laburista Jeremy Corbyn alle novità messe sul piatto oggi dalla premier Tory. Gli alleati di governo, il Partito unionista democratico irlandese, lo hanno accolto con scetticismo.

Come riporta Il Messaggero, la May ha scaricato una parte del suo Partito Conservatore per mandare una messaggio alle opposizioni, in particolare ai laburisti. Non certo un buon auspicio per la May e neppure per chi tifa per una conclusione veloce della Brexit.

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