Nazionale, stoccata di Balotelli: "Fuori non solo per colpa mia"

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Si toglie qualche sassolino dalla scarpa, Mario Balotelli, in un'intervista rilasciata al broadcaster francese Canal+ al termine della sua stagione in Ligue 1. Quello che non capisco è come non ci si rivolti contro ogni discriminazione dicendo: 'stai zitto' a chi insulta. Se vado allo stadio con mio figlio e il mio vicino si lascia andare a questo genere di insulti, personalmente gli tiro le orecchie.

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Sono passati ormai cinque anni da quel 2014 in cui 'SuperMario' era il fulcro del Milan e della Nazionale che Cesare Prandelli portò ai Mondiali brasiliani, che poi si tradussero in un clamoroso flop per l'attaccante, il ct e l'intero sistema, che naufragò dopo l'eliminazione ai gironi (e chi lo sapeva che gli Azzurri al successivo Mondiale 2018 nemmeno ci sarebbero andati?). "Non escludo di restare al Marsiglia, ma non ho parlato con i dirigenti - ha svelato Balo -". Poi ci sono state altre cose. La mia è stata una stagione positiva. Uscire dal campo si può, ma non mi alleno tutta una settimana per poi uscire dal campo per colpa di uno che ha fatto lo scemo. Pazzo forse lo sono in campo, perché voglio vincere e sono istintivo, ma fuori sono un tipo tranquillo e non uno stupido. L'immagine del pazzo me l'hanno etichettata i giornalisti inglesi, ma io non ho mai preso a freccette nessuno. "È più facile individuare lo scemo e mandare via lui". È vero invece che ho avuto un maiale in casa. A Brescia mi piacerebbe giocare un giorno, ma non credo già l'anno prossimo. "Me l'avevano regalato spacciandolo per un maiale nano che poi è cresciuto e così l'ho dato via".

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