Tracollo M5S, Di Maio: "Nessuno ha chiesto le mie dimissioni"

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Così come sa che da ieri nulla sarà come prima nel rapporto con il vincitore, cioè l'alleato Salvini. Oppure i Cinque Stelle proveranno a ricucire con il Partito Democratico per spaventare il leader leghista con lo spauracchio dell'alternativa di legislatura al governo gialloverde? Con la quasi totalità dei seggi scrutinati arrivano le conferme delle prime previsioni, con il Partito democratico che supera il M5S e conquista il secondo posto, dietro alla Lega. Continuerà a chiedere elezioni subito, anche se non si capisce bene a quale scopo?

Le elezioni europee del 2019 da questo punto di vista rappresentano un vero e proprio terremoto: nella circoscrizione centro il M5s raccoglie il 15,95% dei voti; al nord le percentuali sono addirittura risibili: Di Maio non riesce ad andare oltre il 10-11% in entrambe le circoscrizioni. L'astensionismo è un segnale: "lavorate per quello che ci avete promesso", ha spiegato.

"Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5S e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione". Forza Italia si attesta invece all'8,8%.

Poi però c'è il contesto, dove le cose si complicano molto.

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Una sfida da disputare nel migliore dei modi per chiudere la stagione al meglio". Bisognerà essere pronti a compiere una grande prova.

"Che facciamo? Stacchiamo la spina al governo o no?". Beninteso, stavolta non è detto che sia così: anzi, il trionfatore di questa nottata elettorale, Matteo Salvini, ha immediatamente smentito, almeno a parole, di volere un rimpasto e confermato la fiducia a Giuseppe Conte.

"Non ci sono stati scontri, ma un clima che ha cominciato ad infuocarsi dalla revoca di Armando Siri, indagato per corruzione. Quando si rivoterà per le Politiche ne riparleremo".

"Certo che il governo va avanti, perche' continua ad avere ampiamente i numeri e perche' c'e' ancora tanto da fare". Peraltro ancora oggi si dibatte sulla reale composizione di quel voto (estrapolata da sondaggi), perché non tutti i giovani erano studenti Erasmus anche se al giornalista collettivo piace pensarli così.

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