Spread sfiora i 290

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La lettera è il primo passo formale della procedura d'infrazione europea. La risposta italiana sarà presa in considerazione nel rapporto sul debito che la Commissione Ue sta preparando.

In mattinata lo spread ha sfiorato quota 290, per poi scendere a 287 punti.

Mossa che potrebbe far definitivamente deflagrare le tensioni interne a una maggioranza in cui si sono ormai invertiti i rapporti di forza tra M5S e Lega, anche se per ora Matteo Salvini e Luigi Di Maio insistono a dire che il governo andrà avanti e a chiedere il varo della flat tax, provvedimento che però potrebbe far definitivamente saltare i conti pubblici italiani salvo non comporti lo stop ad altre misure come il reddito di cittadinanza. Si tratta di un dato ai massimi da febbraio scorso, spinto dai risultati elettorali della Lega alle europee, partito che mette in discussione i vincoli dei parametri stabiliti da Bruxelles.

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Una sfida da disputare nel migliore dei modi per chiudere la stagione al meglio". Bisognerà essere pronti a compiere una grande prova.

"C'è qualcuno che ha convenienza a che l'Italia e il governo italiano siano vincolati a regole vecchie, che tengono il paese sotto scacco della precarietà, della disoccupazione e della paura", ha detto nel corso di una diretta Facebook il Ministro dell'interno Matteo Salvini. Bisogna voltare pagina per recuperare credibilità e fiducia.

Flat tax o reddito di cittadinanza?

"Il rischio è che ci sia una reazione molto forte dei mercati finanziari, lo spread ricomincia a salire e questo crea incertezza facendo frenare l'economia". È un anno che a causa delle scelte economiche sbagliate di questo Governo, è rimasto inchiodato su livelli doppi rispetto a quelli di inizio 2018: il costo totale ha già superato i 17 miliardi di €, un costo che pagheranno tutti gli italiani. "E' abbastanza probabile che avremo uno scambio di lettere", ha detto Moscovici. Il vicepremier ha inoltre fatto sapere di voler indire una conferenza europea per affrontare le questioni relative crescita e investimenti e, in quest'ambito, andrebbe affrontato anche il nuovo ruolo della BCE di garante dei titoli di Stato dei Paesi membri.

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