Ue, lettera sul debito "Progressi non sufficienti"

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Appare piuttosto evidente come questo rappresenti a tutti gli effetti come il preambolo di quella che verrà a galla, con conseguenze ancora tutte da decifrare, come una trattativa nel senso stretto del concetto in merito alla cosiddetta procedura d'infrazione.

La decisione finale sull'avvio di una procedura spetta ai ministri delle Finanze Ue, sulla base della relazione della Commissione, che deve prima ottenere il via libera dei viceministri delle Finanze. Oggi i tecnici di Bruxelles si riuniscono per affrontare proprio la questione romana, concordando i nuovi passi da compiere: in molti si aspettano una lettera di richiamo sul debito 2018.

Nel documento inviato da Bruxelles si evidenzia infatti come l'Italia non abbia fatto progressi per quanto riguarda il debito pubblico e si teme che il dato possa addirittura aggravarsi nel corso del 2019. Lo riportano le agenzie di stampa e i principali quotidiani nazionali. Sul rapporto il Comitato Economico e Finanziario (dove sono rappresentati i governi) "dovrà dare la sua opinione", si legge nel testo. "Per consentire alla Commissione di riflettere pienamente l'input aggiornato sui fattori rilevanti nel suo rapporto, saremmo lieti di ricevere la vostra risposta entro il 31 maggio 2019". La lettera, a differenza dello scorso autunno quando si lavorava su dati previsionali, terrà conto dei dati a consuntivo, certificati da Eurostat in aprile. Nella lettera non dovrebbero essere contenute raccomandazioni su una correzione dei conti pubblici. Pur non quantificando la richiesta di una manovra correttiva, dà però l'idea della deviazione e sottolinea la necessità di misure aggiuntive per rientrare nei parametri.

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La lettera all'Italia inviata dall'Unione europea in pratica chiede quali siano stati i fattori che giustifichino il mancato rispetto della regola del debito nel 2018.

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