Il caso. "Non ci sono condizioni politiche", salta il matrimonio Fca-Renault

Adjust Comment Print

In realtà l'incapacità di Renault di arrivare ad una decisione è stata un effetto della richiesta dello Stato francese, azionista con il 15 per cento del gruppo automobilistico, di ottenere una proroga della fase di esame.

Si è infranta in appena dieci giorni la proposta di fusione tra FCA e il Gruppo Renault, dopo le condizioni imposte dal Governo francese e il conseguente tentennamento del board.

In pratica Fiat Chrysler ha ritirato la sua offerta, concretizzatassi dopo sei mesi di trattative fittissime con i francesi, a seguito della decisione del consiglio di amministrazione di Renault di chiedere altro tempo per esaminare la proposta. Secondo le notizie pubblicate su giornali in questi giorni, Nissan sarebbe stata invece disponibile soltanto ad astenersi: il che, scrive il Wall Street Journal, faceva sospettare che si preparasse a sfilarsi dall'alleanza.

Il biografo di Salvini assunto in Rai. E’ polemica
La Lega incassa anche l'ingresso di tre vicedirettori: Milo Infante, Maria Teresa Fiore e Franco Argenziano. Poletti è stato già direttore di Radio Padania Libera , nonché autore del libro Salvini&Salvini.

Milano, 6 giu. (askanews) - Lo stop (temporaneo?) al matrimonio con Fca, che avrebbe dato vita al terzo costruttore mondiale di auto, ha affossato il titolo Renault che alla Borsa di Parigi ha lasciato sul terreno il 6,41%. A renderlo noto un comunicato del gruppo italo-americano, in cui si legge che "Fca continua ad essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti". Non meno importante e notevole è stato l'impegno incessante che ognuno di voi ha profuso costantemente nel proprio lavoro, per proseguire gli attuali progetti in ogni nostra attività.

Parigi, nel caso di fusione, ha reclamato una sede "operativa" Fca-Renault in Francia, garanzie sui siti industriali, sull'occupazione e ha preteso una poltrona per un rappresentante governativo nel nuovo cda che sarebbe dovuto essere paritetico, formato da quattro membri per parte. Dopo l'offerta presentata il 27 maggio, il Consiglio di amministrazione del gruppo francese non ha infatti mai detto sì, solo qualche stiracchiato "ni". "Ma siamo lieti che il presidente Elkann non abbia accettato alleanze in posizione di subalternità".

Roma. Lo stallo negoziale tra Fca e Renault porta con sé un curioso scambio di ruoli, tra una Francia consapevolmente sovranista e un'Italia imprevedibilmente, e forse inconsapevolmente, liberista. "I colloqui potrebbero riprendere in futuro", ha detto Darmanin alla radio FranceInfo giovedì.

Comments