Stuprata da piccola, si lascia morire a 17 anni

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Una prima ricostruzione lascia pensare che la notizia dell'"eutanasia legale" sia stata data proprio dal Daily Mail, che nonostante sia molto inaffidabile è fonte abituale di molti quotidiani italiani: e dai quotidiani italiani fosse arrivata in poche ore su altri siti di news internazionali. Aveva solo 17 anni. Infatti, in un primo momento sembrava che la 17enne avesse ottenuto l'eutanasia, legale dal 2002 in Olanda. Falso! I media italiani non hanno verificato.

Aveva richiesto l'eutanasia di Stato, rifiutata dai medici incaricati ad analizzare il suo caso: era stata indirizzata poi verso psicoterapie indicate fino al suo compimento dei 21 anni per una nuova valutazione. Lo scrive Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, in un post sulla sua pagina Facebook, intervenendo sulla vicenda della giovane olandese che ha ampio spazio oggi sui tutti i media. Una scelta estrema che ha diviso il mondo intero. Perché sulla stampa locale, della morte di Noa per eutanasia non c'è traccia. Dopo trenta ricoveri, aveva deciso di rivolgersi alla Clinica per la fine della vita chiedendo l'eutanasia. "Si è lasciata morire di fame e di sete". "Si attendono smentita e scuse", si legge nel tweet pubblicato da Cappato. Dopo anni di continue lotte, sono svuotata. Depressione, anoressia, bulimia, disturbi post-traumatici da stress: patologie scatenate dal drammatico stupro subito alla sola età di 11 anni, giorno che ha definitivamente e negativamente segnato la vita della 17enne.

E così è accaduto a Noa che da dicembre ha iniziato a chiedere qualcosa che nelle logiche di una società normale viene considerato inaudito: ottenere la morte assistita, perché non si regge più il peso della sofferenza. Fino ai 16 anni è previsto il consenso dei genitori.

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Detto questo, poco cristianamente auguro a coloro che hanno abusato di Noa Pothoven, di crepare soffrendo moltissimo, se già non sono crepati, e di sentirsi dire dopo la morte: "Andate via da me, o maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi seguaci" (Mt 25,41).

"La nostra proposta dice che possono accedere all'eutanasia, quindi alla somministrazione o all'autosomministrazione della sostanza letale, solo le persone maggiorenni affette da patologie irreversibili, che si sottopongono a sofferenze insopportabili e che hanno reiteratamente espresso e manifestato questa volontà in capacità di intendere e di volere".

Questo è l'appello lanciato dai genitori di Noa. Domenica la sua battaglia è finita. Ha scritto: "Voglio arrivare dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni morirò". Dopo anni di sofferenze ha scelto la sua strada, in nome della dignità e dell'amore per se stessa. "Sono devastata perche' non ce la faccio ad aspettare cosi' tanto tempo". Sono seguita, non ho dolore. "Non cercate di convincermi che sto sbagliando, questa è la mia decisione ed è definitiva".

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