Debito, monito di Draghi all'Italia. Bce lascia i tassi invariati

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Francoforte ha chiuso con un -0,22%, Parigi con -0,26%, Madrid con +0,24% e Milano +0,11%.

Un movimento che sembra far perno sulle incertezze relative alla crescita dell'Eurozona e su una malcelata delusione degli operatori, che scommettevano anche su un'ipotesi di taglio dei tassi.

"Il consiglio direttivo della Bce è determinato ad agire nel caso di situazioni avverse ed è pronto a mettere mano a tutti i suoi strumenti nella misura necessaria" ha aggiunto Mario Draghi evidenziando che le vulnerabilità nei mercati emergenti, i fattori geopolitici e la minaccia del protezionismo hanno lasciato il segno sulla fiducia.

Tltro: quanto saranno generosi i termini?

La crescita si sta confermando leggermente più debole del previsto tanto che le proiezioni degli esperti dell'Eurosistema indicano una crescita annua del Pil di Eurolandia reali dell'1,2% in termini nel 2019, dell'1,4% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021.

Putin: 'Pronti a non prorogare il trattato sul nucleare'
Il presidente russo ha infatti affermato che se l'Unione europea comincerà a cancellare le sanzioni contro la il suo paese, Mosca farà dei passi per andare verso la controparte.

Resta al minimo storico il costo del denaro nell'Eurozona. Debito, monito di Draghi all'Italia.

"Inoltre, l'ultimo aggiornamento sulla forward guidance, secondo cui i tassi di interesse rimarranno invariati almeno fino alla prima metà del 2020 (rispetto alla fine del 2019 del mese scorso), ha implicazioni trascurabili, dato che i mercati finanziari si aspettavano già tassi invariati (o inferiori) per i prossimi due anni", ha sottolineato l'analista di Hermes. È una possibilità che non posso nemmeno prendere in considerazione. Nella stanza dei bottoni, prima di andar via, alcuni rubinetti Draghi ha deciso di lasciarli aperti, e li ha persino sigillati con una chiusura a tempo che scatterà dopo la sua uscita di scena.

Il nuovo Tltro della Banca centrale europea deve essere limitato a un certo periodo di tempo, senza diventare uno strumento permanente.

A nostro parere, questo fa aumentare il rischio che la Banca centrale europea possa nuovamente rivedere la propria posizione sui tassi di interesse. Le disposizioni attualmente in vigore prevedono che il reinvestimento delle poste avvenga esclusivamente all'interno del Paese in cui il debito è maturato, una limitazione che, anche se modificata, non andrebbe ad impattare in maniera significativa lo status quo.

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