FCA-Renault, Elkann: "Era irragionevole andare avanti con Renault"

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Per Fiat Chrysler, che ha ritirato l'offerta, la partita è chiusa. Alle 10.30 il titolo era in rialzo dlelo 0,38% a 11,744 euro, dopo aver toccato un minimo a 11,252 euro in avvio di giornata.

A renderlo noto è stata la stessa Fca con un comunicato: la decisione è arrivata dopo la pubblicazione di un comunicato della Renault sull'esito di un consiglio di amministrazione durato oltre cinque ore.

L'operazione, che inizialmente aveva trovato il favore della controparte francese (con qualche riluttanza mostrata invece da Nissan, controllata al 43,3% da Renault) si è arenata su una non meglio precisata "mancanza di condizioni politiche" in Francia. Il gruppo Renault ha in "magazzino" le tecnologie necessarie, del resto sono tra i pionieri dell'auto elettrica e Nissan è in questo momento il vero leader mondiale delle auto elettriche. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all'uso delle informazioni ivi riportate.

Per il Ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio "Neanche Renault è contenta dell'interventismo dello Stato francese".

La notizia della mancata conclusione dell'accordo Fca Renault era stata già data in via ufficiosa nella notte scorsa dai quotidiani Wall Street Journal e Bloomberg. Ora, Fca punta a un possibile accordo con PSA, che riunisce i marchi Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors.

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Ciò che conta è che sono in un grande club e in un ambiente molto familiare, è importante per avere risultati positivi . Per quanto riguarda Simone, non è stato un problema convincerlo, si tratta di una questione di rapporti e prospettive.

Secondo il Financial Times, a Yokoama nel quartier generale di Nissan rimane il sospetto che il ritiro di FCA faccia parte di una strategia e che la proposta di fusione avesse ancora una seppure debole possibilità. "Per orgoglio italiano? Parlare di Fiat come italiana è un po' un eufemismo, il problema è che entrano in gioco interessi societari, con l'azienda quotata in Borsa, una delle più grandi multinazionali al mondo, la scelta prioritaria era quella di tutelare gli azionisti perché evidentemente l'intesa si è evoluta verso altri presupposti". "L'impegno e la forza di tutte le persone direttamente coinvolte sono stati ammirevoli - ha proseguito -".

"Gli scorsi giorni e le scorse settimane sono stati piu' impegnativi del solito, avendo lavorato per presentare e poi definire la nostra proposta per una fusione trasformativa con Groupe Renault". Così il presidente degli industriali a margine dell'assemblea di Confcommercio sul fallimento della trattativa tra Fca e Renault.

Oppure le "mutate condizioni" consisterebbero nella richiesta di una supervisione da parte del governo francese, che appunto è il primo azionista di una impresa sostenuta in tutti i modi dalla mano pubblica, sui tempi della operazione? Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Da parte sua, il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, "ha preso atto" della decisione di Fca.

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