Arresto Marco Carta fu illegittimo

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L'arresto del cantante Marco Carta, insieme a una donna, per il presunto furto di sei magliette del valore di 1.200 euro alla 'Rinascente' di Milano, "non può ritenersi legittimo".

Marco Carta ha passato una notte in cella, ma per il giudice Stefano Caramellino l'arresto non era necessario (anzi, sarebbe illegittimo) in quanto gli "elementi di sospetto sono del tutto eterei ed inconsistenti; la versione degli imputati non è allo stato scalfita da alcun elemento probatorio contrario". Per il giudice, poi, "il fatto che lo sguardo dell'addetto alla vigilanza non sia stato fisso sui due arrestati è riscontrato dal fatto che neanche lui ha affermato di avere visto l'inserimento degli abiti nella borsa, né egli ha precisato in mano a chi fosse la borsa dopo che era stata appoggiata nel 'camerino', né egli ha affermato di aver sentito alcun rumore compatibile con la rottura delle placche antitaccheggio". E coloro che hanno provveduto all'arresto "non hanno visto alcunché dell'azione asseritamente furtiva". "L'unico teste oculare ha descritto un comportamento anteriore ai fatti che ha giudicato sospetto, ma gli elementi di sospetto sono del tutto eterei, inconsistenti: è normale che due acquirenti si guardino spesso attorno all'interno di un esercizio commerciale di grande distribuzione; l'ipotesi che essi stessero controllando se erano seguiti da personale dipendente è formulata in modo del tutto ipotetico e vago ("Come se controllassero", dice l'addetto sentito a sommarie informazioni il 31 maggio)", si legge ancora nell'ordinanza.

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Complimenti comunque a Federer che, dopo tre anni di assenza, è tornato a Parigi arrivando fino in semifinale . Nel primo set Federer si è subito trovato sotto per 2-0 perdendo la battuta al suo primo turno di servizio .

"Vi è - scrive il giudice - carenza di gravità indiziaria a carico dell'imputato, che va liberato". Resta comunque indagato e il processo è stato fissato a settembre. Ce l'aveva, invece, la sua amica, assieme col cacciavite. Per il giudice "nessuna circostanza descritta nel verbale d'arresto", eseguito dalla Polizia locale (il pm Nicola Rossato chiese la convalida), "costituiva sufficiente sintomo" del concorso di Carta nel furto.

IL LEGALE - A 10 giorni dell'arresto e nel giorno in cui emergono stralci dell'ordinanza, l'avvocato Simone Ciro Giordano, legale del cantante, torna ad auspicare che "possa avere fine il 'giudizio parallelo' celebrato dai media e nella rete, con tutto il corredo di storture che immancabilmente lo caratterizzano rispetto all'accertamento processuale vero e proprio".

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