Premio Strega Giovani 2019: vince Marco Missiroli

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Con il romanzo sulle amicizie in frantumi e altri temi Fedeltà pubblicato da Einaudi Marco Missiroli ha vinto il sesto Premio Strega Giovani. La cerimonia di proclamazione si è svolta nel pomeriggio di ieri a Palazzo Montecitorio (Sala della Regina) alla presenza del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico. Cerchiamo di capire i motivi di questo premio e anche le prime parole del vincitore della manifestazione letteraria. L'autore è infatti il vincitore della sesta edizione di questo riconoscimento, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti. Con 55 preferenze su 408 voti espressi, è stato il libro più votato da una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di circa 55 licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all'estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). I candidati al Premio Strega si riuniscono mercoledì, alle 21, a Roma, al Tempio di Adriano, per scoprire la cinquina dei finalisti, lo scrutinio dei voti darà annunciato in diretta streaming su Rai Cultura dalle 20.30. Insieme alla seconde e alla terza classificate Marina Mander e Nadia Terranova, che hanno ottenuto 45 voti ognuna, Missiroli ottiene così un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega che potrebbe tornargli molto utile per entrare nella finale del 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia. Durante la cerimonia, condotta dalla scrittrice e giornalista di Radio Tre Loredana Lipperini, sono intervenuti Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Bellonci Giuseppe D'Avino, presidente di Strega Alberti Benevento, la scrittrice Lia Levi, vincitrice del Premio Strega Giovani 2018, ed Ermanno Ruozzi, direttore Area territoriale della Campania di Bper Banca, che ha assegnato il premio "Teen!"

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Dunque, dopo aver ascoltato l'intervista, Marco Carta sembrerebbe essere estraneo a tutta la storia, ma non tutti la pensano così. Poi ha continuato dicendo: "Sono molto molto scosso è difficile quando sei in un manicomio dimostrare che non sei pazzo".

L'autore riminese era stato presentato da Sandro Veronesi che ha parlato di "Fedeltà" come di quei romanzi di cui "si usa dire che fanno epoca".

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