Savona shock: Possibile debito al 200%

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L'occasione però era di quelle importanti: la sua prima relazione annuale al mercato finanziario, riunitosi questa mattina a Milano, presso la sede di Borsa Italiana, a Palazzo Mezzanotte.

PIL - Per il numero uno della Consob, la caduta strutturale del Pil e dell'occupazione in Italia "hanno radici lontane nel tempo e profonde nella sostanza, ma non contengono nulla di oggettivamente immutabile". Per il governo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e il Ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli siedono in sala ad ascoltare il discorso di Savona, con loro anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

In conclusione, Savona si dice molto contrario all'idea diffusa che l'Italia rappresenti una problematica per l'Europa e il mondo.

Diversamente da molti paesi, come ad esempio Francia, Stati Uniti o Regno Unito, il nostro infatti non raccoglie risparmio estero, bensì lo cede in numeri maggiori rispetto al debito pubblico. Il presidente della Consob ha sottolineato che "l'unico safe asset esistente oggi in Europa è di fatto il Bund tedesco". Per giunta in presenza di un continuo vociare a senso unico che stordisce. E quindi è "compito di chi riveste posizioni di vertice della politica, dell'economia e dei mezzi di informazione rafforzare la luce e abbassare i toni per ristabilire la fiducia sul futuro del Paese". "Non esiste alcun vincolo oggettivo insuperabile alla nostra crescita". Per Savona "ricreando la fiducia sulla solvibilità del Paese si reinnesterebbe il circolo virtuoso dello sviluppo, che non è formato dal solo innalzamento della crescita materiale, ma da tutte le componenti della società". A dirlo è il presidente della Consob, Paolo Savona, che ha anche ipotizzato i numeri: l'investimento aggiuntivo di cui il Paese ha bisogno si aggira attorno ai 20 miliardi di euro, "utilizzando risparmio interno", con una "azione congiunta del settore privato e pubblico italiano". "La teoria economica e la ricerca empirica non hanno fornito una risposta univoca su quale sia il legame ottimale tra debito pubblico e PIL".

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La telecronaca è di Luca De Capitani e Antonio Di Gennaro e il bordocampo, invece, è affidato ad Andrea Riscassi . Ci saranno anche Mikel Oyarzabal e Pablo Fornals , mentre Carles Aleñá e Marc Cucurella sono ancora incerti.

Per Savona "ciò non significa che non esista un limite all'indebitamento, ma, come insegna un elementare criterio di razionalità economica, per garantirne la sostenibilità il suo saggio di incremento deve restare mediamente al di sotto del saggio di crescita del Pil".

Ma "se il criterio di razionalità indicato venisse accettato a livello europeo e fosse rispettato dalle autorità di governo, si restituirebbe a debiti sovrani, incluso quello italiano, la dignità di ricchezza protetta che a essi attribuiscono giustamente gli investitori".

"La crescita zero ha il suo epicentro negli investimenti e da questi si deve ripartire".

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