Sarri si presenta: "Juve coronamento della carriera"

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Sarri si presenta nella sala conferenze "Gianni e Umberto Agnelli" per pronunciare le prime parole da allenatore dei bianconeri.

Sarri ha ridimensionato il "dito medio" rivolto ad alcuni tifosi della Juventus prima della testata vincente di Koulibaly che, nell'aprile 2018, riaprì momentaneamente il campionato perso dopo una settimana "grazie" all'arbitraggio di Orsato in Inter-Juve e all'atteggiamento dimissionario del Napoli il giorno dopo a Firenze (per Sarri la gara "è stata persa in albergo").

Dopo aver sfiorato lo scudetto nel 2017-'18, mancando la "rivoluzione" col suo Napoli per una manciata di punti (i partenopei giunsero secondi, a quattro lunghezze dalla Juventus), il "Comandante Sarri" approda proprio alla "Vecchia Signora", col compito di conquistare l'unico trofeo mancato da Allegri: la Champions League. Stesso appuntamento in diretta su Sky Sport 24, canale 200 di Sky. e in diretta streaming sul sito SkySport.it e sull'app di Sky Sport.

La trattativa non è durata oltre un mese. Tre annni fa a Napoli do tutto perché sono nato lì e avevo la sensazione potessimo diventare competitivi.

"Quando uscirò dal San Paolo saprò che se mi applaudono sarà un atto di amore e se mi fischieranno sarà un atto d'amore". Avevo un dubbio vero. Ho preferito andare all'estero per non passare direttamente in un'altra società italiana. In Premier esperienza bellissima, poi ho sentito il bisogno di tornare in Italia. "Penso di avere rispettato tutti". La Juventus ha l'obbligo di partire per vincere sempre, ma consapevole del coefficiente di difficoltà. "Non ho mai visto una società tanto determinata a prendere un allenatore", ha proseguito Sarri. Parlerà con Ronaldo: "Uno che ha quasi tutti i record del calcio mondiale, e io vorrei fargliene battere qualcuno". Cambio di mentalità in Italia? E' un percorso lungo. Adesso si trova qui, come la mettiamo?

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"Se cambierei qualcosa nel rivolgermi alla Juve?". Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite, perché non è dovuto. Il sogno si chiama Icardi, che però semba ancora lontano e il problema è Gonzalo Higuain. "Le responsabilità sono più forti a livello italiano che non europeo".

Pensando al 4-3-3 sarriano, si può provare ad entrare nei fumosi abiti del tabagista tosco-napoletano. Bisogna avere le idee chiare su 2 o 3 giocatori che ci possono far fare la differenza e poi metterli nelle condizioni per farli esprimere al massimo.

In difesa i terzini vedevano Hysaj un po' più bloccato e Ghoulam decisamente più sgroppante; in mezzo Hamsik era l'uomo da inserimento, mentre Allan recuperava un mare di palloni; davanti alla creatività di Insigne faceva da contraltare l'inesauribile Callejon.

Non posso da dilettante alla Juve, è un percorso lunghissimo. Negli ultim ianni ho allenato giocatori forti anche al Chelsea. Il mio dovere era quello. Ci riproverei, lo rifarei: ho dato il mio 110%, non ci siamo riusciti. Eravamo belli convinti, non è finita come volevamo ma il viaggio è stato stupendo.

E non solo il campionato Cadetto, strappo' il Grifone alla societa' marchigiana, ma pure i suoi due gioielli piu' preziosi: Claudio Turchetto e Vasco Dugini. Un conto sono le dichiarazioni pubbliche, altro quelli privato. "La mia professionalità mi porterà a dare tutto qui". "Penso di avere rispettato tutti, anche nell'ultimo atto al Chelsea".

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