Notizie Juventus, la rivincita di Sarri: niente stretta di mano a Momblano

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Nella conferenza stampa di presentazione Sarri è stato chiaro. "La Juventus è la società più importante in Italia, per me è il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima".

Maurizio Sarri si è presentato in grande stile al mondo Juventus. Corsi e ricorsi che dimostrano quanto il portoghese resti al centro del progetto tecnico della società.

Intanto Cr7 si gode le vacanze e l'ultimo trofeo conquistato, con il Portogallo. Il tecnico torna anche sul dito medio mostrato ai tifosi della Juve. Le parole del tecnico bianconero sono state piuttosto sibilline, ma di facile interpretazione. Il non detto crea rancori ha spiegato in conferenza. Io preferirei non andare con la divisa sociale, chiaramente fuori dal campo indosserò la divisa sociale, c'è scritto nel contratto, in campo vediamo. A Torino ciò che succede tardi è sempre troppo tardi, e Sarri dovrà essere bravo, non per forza buono, a volte anche cattivo, ma mai burbero. "Penso di avere rispettato tutti". "Non è stata colpa della società, ma mia, perché il dubbio tra continuare o andare via era forte".

Sarri si presenta: "Juve coronamento della carriera"
Sarri si presenta nella sala conferenze "Gianni e Umberto Agnelli " per pronunciare le prime parole da allenatore dei bianconeri. In Premier esperienza bellissima, poi ho sentito il bisogno di tornare in Italia. "Penso di avere rispettato tutti".

Proprio loro tre si giocano un posto, forse due, se Kean dovrebbe rimanere, il dubbio riguarda chi resterà tra Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain. "Penso che l'obiettivo di divertirsi in campo non sia antitetico a quello di vincere, perché se una squadra si diverte in campo, e diverte il pubblico, acquista quell'entusiasmo che molto spesso è benzina per fare risultato".

"Ho allenato giocatori molto forti nel Chelsea, con Cristiano Ronaldo siamo a un livello superiore: è il top mondiale". Era su un terreno puramente professionale e rappresentavo uno dei popoli che più amano la loro squadra in Italia ma non vincono da trent'anni. Ho preferito andare all'estero, per non passare subito a un'altra italiana. "C'è solo un modo per togliere questo scetticismo dalla testa della gente, vincere e convincere, non vedo altre strade". "E' giusto anche fermare le partite". È stato ufficializzato il 16 giugno il trasferimento dell'ex allenatore di Napoli e Chelsea, squadra con la quale aveva appena vinto l'Europa League battendo in finale l'Arsenal 4-1. Altrimenti diventa allenare se stessi.

"Crediamo sia il miglior allenatore per la Juventus in questo momento". L'allenatore, seduto di fianco al capo dell'area tecnica, Fabio Paratici, e davanti al presidente Andrea Agnelli, seduto in prima fila, ha risposto a tutte le domande, senza ruffianeria verso il suo nuovo club e senza rinnegare gli anni e il popolo di Napoli.

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