Chi è Carola Rackete, comandante della Sea Watch

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Un'altra notte in mare per i 42 migranti della Sea Watch 3 che mercoledi - dopo 14 giorni al largo di Lampedusa - ha forzato il blocco, è entrata in acque italiane, non si è fermata all'alt di una motovedetta della Guardia di Finanza e si è avvicinata al porto di Lampedusa, rimanendo a 3 miglia di distanza in attesa di istruzioni. "So che mi multeranno, che la Sea Watch 3 sarà confiscata e che mi accuseranno di favorire l'immigrazione clandestina e di associazione a delinquere". In genere è l'autorità che ha il compito di monitorare la zona SAR dove avvengono i soccorsi. Le Fiamme gialle, dopo avere fatto spegnere i motori dell'imbarcazione, sono salite a bordo per parlare con il comandante della nave, Carola Rackete. Quanto alla minaccia lanciata ieri dal ministro dell'Interno di non registrare chi sbarca nella banca dati europea, da Bruxelles segnalano che "la legge europea prescrive che tutti i nuovi arrivati sul territorio europeo devono essere registrati e devono essere prese le loro impronte digitali, non ci sono eccezioni a queste regole e le conseguenze sono le procedure di infrazioni, ma non siamo a questo stadio".

Il braccio di ferro tra l'Italia e la nave della ong tedesca, si trasferisce così dalle acque internazionali ad appena fuori dal porto di Lampedusa.

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Cercando di entrare nel porto di Lampedusa, la capitana della Sea Watch Carola Rackete sta rischiando il sequestro della nave e denunce penali. Se una legge fa schifo - e ce ne sono parecchie ultimamente che hanno questa caratteristica - non la si rispetta, e lo si rivendica. Laureata in scienze nautiche all'università di Jade, nel 2011, ha proseguito con un master in conservazione dell'ambiente presso l'università inglese di Edge Hill, conseguito nel 2018. Il patetismo a cui la portavoce di Sea Watch è stata capace di arrivare giunge sino a questo.

"Identificazione di polizia" senza inserire i nominativi degli stranieri nel sistema Schengen: è questa l'arma che Matteo Salvini intende utilizzare per ritorsione contro gli Stati che gli hanno rifiutato aiuto nella vicenda Sea Watch. Secondo i fan di Salvini è un chiaro segnale che l'intento delle organizzazioni non governative non è quello di salvare vite ma è quello di portare i migranti proprio in Italia. "Chi sbaglia paga, capitano avvisato.". Aveva solo 23 anni quando si è trovata al timone di una nave rompighiaccio dell'Alfred Wagner Istitute, un celebre istituto oceanografico tedesco. Non siamo soli". Sulla raccolta fondi promossa da Matteotti afferma: "Aiutaci a difendere i diritti umani condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale.

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