Sea-Watch, Berlino: "L'Italia liberi Carola Rackete"

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Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, al termine dell'udienza di convalida dell'arresto della giovane capitana. Si prospetta quindi la soluzione successiva del decreto di espulsione dal nostro Paese come annunciato dal ministero dell'Interno. "Non c'era uno stato di necessità poiché la Sea Watch aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni tipo di assistenza" ha spiegato Patronaggio.

Al momento dell'arresto le è stato contestato il rifiuto di obbedienza a nave da guerra e navigazione in zone vietate. I pm chiedono solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento.

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Carola Rackete, comandante della Sea Watch, è "molto provata" per quanto accaduto, ma allo stesso tempo "molto forte e lucida" nel rivendicare le sue scelte.

Intanto Carola Rackete si trova ai domicliari presso una abitazione privata di Lampedusa, in attesa del trasferimento ad Agrigento dove verrà interrogata dal Gip del Tribunale. "Il presidente del Consiglio non può raccomandare il comportamento dei giudici.la cosa è nelle mani della magistratura"."Non possiamo intervenire sulla giustizia italiana", conferma Martina Fiez, portavoce del governo tedesco ribadendo però che il governo di Berlino "è contro la criminalizzazione dei soccorritori in mare". "Anche da Bruxelles, tanta 'democrazia e tolleranza", ha scritto Salvini su Facebook. I suoi legali, prima dell'esame davanti al giudice, avevano anticipato la linea difensiva: "La nostra assistita risponderà a tutte le domande, ha agito in stato di necessità e non aveva alcuna intenzione di usare violenza nei confronti della Guardia di Finanza". "Abbiamo dimostrato che indietro non torniamo, se qualcuno disobbedisce alle legge multa, arresto, sequestro della nave e i migranti a bordo non restano neanche un quarto d'ora in Italia. Il copione resta lo stesso", ha aggiunto citando le navi delle ong Alan Kurdi e Open Arms. "La sanzione gliela daranno gli elettori", ha concluso il ministro. Una situazione che non poteva durare altrimenti. E come, durante il braccio di ferro tra Salvini e Rackete, ben il 90% del popolo italico si fosse schierato apertamente dalla parte del ministro. Sul piano europeo, ha scritto ancora Maas, va detto che il sistema di distribuzione dei rifugiati "è indegno e deve finire". Ha pubblicato in italiano, inglese e francese per il magazine Cafébabel.

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