Emanuela Orlandi, l’11 luglio si apriranno due tombe nel cimitero teutonico

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La decisione giunge dopo una fase di indagini nel corso della quale l'Ufficio del Promotore - con l'ausilio del Corpo della Gendarmeria - ha svolto approfondimenti tesi a ricostruire le principali tappe giudiziarie di questo lungo doloroso e complesso caso.

Il messaggio ricevuto dalla legale della famiglia Orlandi consigliava di controllare lì dove indica l'angelo, facendo riferimento proprio a una delle tombe situate nel cimitero Teutonico.

Emanuela, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, è scomparsa misteriosamente nel lontano giugno del 1983 a Roma quando aveva solo 15 anni.

L'Ufficio del promotore di giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha disposto l'apertura di due tombe presenti presso il Cimitero Teutonico nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi (LA STORIA).

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Insomma è il caso che i milanesi ritirino fuori l'ombrello perché ci sono buone probabilità che in serata scoppi un temporale . L'allerta meteo avvisa che la situazione potrà peggiorare ulteriormente nella giornata di mercoledì 3 luglio 2019 .

Le operazioni avverranno il prossimo 11 luglio, alla presenza dei legali delle parti - oltre che dei familiari di Emanuela Orlandi e dei parenti delle persone seppellite nelle tombe interessate -, con l'ausilio tecnico del prof. Lo riferisce il direttore 'ad interim' della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti. Sono coinvolti infatti operai della Fabbrica di San Pietro e personale del Cos, il Centro Operativo di Sicurezza della Gendarmeria Vaticana, per le operazioni di demolizione e ripristino delle lastre lapidee e per la documentazione delle operazioni. "Pertanto, l'iniziativa vaticana riguarda soltanto l'accertamento della eventuale sepoltura del corpo di Emanuela Orlandi nel territorio dello Stato vaticano". Sicuramente da parte sua c'è stato tanto coraggio nell'apertura di questa indagine - ha detto all'Ansa il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi -. Nessuno ha compreso come mai sia stato fatto subito un collegamento con il caso Orlandi ( forse anche in questo caso una segnalazione) ma sta di fatto che il tutto si è chiuso con un nulla di fatto.

"Sono passati troppi anni nel silenzio", dice Maria Orlandi, la mamma di Emanuela.

Il caso di Emanuela Orlandi è ad una nuova svolta. Ringrazio il cardinale, Pietro Parolin, e il comandante della Gendarmeria, Domenico Giani, per la volontà di fare chiarezza. L'apertura delle tombe, aggiunge Gisotti, è "solo la prima fase di una serie di accertamenti già programmati che, dopo la repertazione e catalogazione dei resti, porteranno alle perizie per stabilire la datazione dei reperti e per il confronto del Dna".

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