Migranti, Mediterranea si rifiuta di andare a Malta. Salvini: "E' provocazione"

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Per il l vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio sono "incoscienti questi delle Ong che utilizzano una barca a vela per andare in Libia, prendere delle persone e venire in Italia.".

"Il nostro capo missione - prosegue la portavoce di Mediterranea - ha appena parlato con il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma il cui responsabile ha affermato che non c'è alcuna intenzione di organizzare il trasferimento con mezzi militari maltesi o italiani".

"È sufficiente - ha però precisato - che le Guardie Costiere maltese e italiana organizzino con le loro motovedette il trasferimento dalle acque di Lampedusa al porto de La Valletta".

Contatti tra i governi maltese e italiano hanno portato alla decisione di trasferire a Malta i migranti che saranno portati sull'isola a bordo di una nave delle forze armate maltesi.

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"La nave Alex, per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta". L'ha detto ai microfoni di Rai news - Alessandra Sciurba, la portavoce di Mediterranea, circa le condizioni a bordo di Alex, il veliero che ieri sera ha soccorso i migranti in difficoltà in zona Sar libica e che ora chiede un porto sicuro dove sbarcare. "In questo momento sono fermi, affiancati dalla nave di una ong spagnola, poiché stanotte abbiamo consegnato il divieto di ingresso nelle acque italiane", ha concluso Salvini.

"Abbiamo fatto presente a Malta, che si è detta disponibile a mettere a disposizione il porto, di non riuscire ad arrivare fino a lì con questa imbarcazione perché ci vogliono almeno undici ore di navigazione".

"Alex si diriga verso Malta, l'Italia è pronta ad offrire collaborazione per il trasbordo degli immigrati a patto che attracchi a La Valletta per le verifiche di legge". In cambio, l'Italia prenderà un pari numero di migranti attualmente sull'isola. "Questa impressione è rafforzata dalla espressa richiesta di essere sottratta a qualsiasi azione coercitiva da parte di Malta o Italia, prefigurando una sorta di impunità". La Tunisia non è un porto sicuro, il Ministro se ne faccia una ragione: per settimane ha tenuto in attesa una nave con 75 naufraghi a bordo e, dopo averli fatti scendere, ha impedito loro di fare domanda d'asilo rimandandoli nei Paesi d'origine e contravvenendo al "principio di non refoulement", garantito dalla Convenzione di Ginevra. Mentre dopo la mezzanotte è arrivato direttamente in porto un barchino con a bordo 14 migranti.

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