Fi: Gelmini, 'Toti ingeneroso, svolta e primarie nel segno nostro movimento'

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Lo ha affermato il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, intervenendo alla convention de 'L'Italia che cambia', il movimentoi da lui fondato per rilanciare Fi. Il presidente di Forza Italia avrebbe infatti dichiarato ai suoi fedelissimi che non parteciperà alla manifestazione del Brancaccio, perché si tratterebbe di una iniziativa personale di Toti e non del partito nel quale attualmente milita. "Io non sto strappando nulla - assicura - sto cercando di allargare".

Insomma, il sindaco Viaro - molto vicino al deputato azzurro Piergiorgio Cortelazzo - ha aderito alla svolta "totiana" del partito azzurro, che potrebbe avere ricadute anche in Polesine.

I LEALISTI Anima in fermento, preoccupata dalle mosse di Toti e dall'Opa lanciata da Salvini sul partito, i lealisti sono fermamente al fianco di Berlusconi e, pur insistendo sulla necessita' di ricostruire l'unita' del centrodestra che vince a livello regionale e locale, guardano con sospetto alle mosse del 'capitano' leghista, esortandolo ad abbandonare i 5 stelle. "Gran parte della nostra classe dirigente o non se ne era accorta o ha fatto finta di niente". "Vi faccio vedere io perché altri partiti hanno saputo intestarsi il cambiamento".

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Negligenza ovviamente, disattenzione, non curanza vogliamo sperare e non volontà di partecipare all'abolizione del commissariato del Governo su proposta di un partito secessionista - Südtirol Freiiheit- che in un Paese degno della P maiuscola, dovrebbe essere messo fuori legge. Ha proseguito Toti. "Oggi c'erano persone che hanno la tessera del partito, che lo avevano abbandonato, che erano nel Pdl e che non l'hanno mai avuta". Abbiamo visto il declino del nostro mondo senza che nessuno cercasse si metterci rimedio.

"Non siamo stati capaci di leggere la realtà in cambiamento", dice sul palco. Ma prima del suo discorso ufficiale ci sono stati alcuni interventi. Tra i piu' rappresentativi di quest'anima le capogruppo di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, il vicepresidente di forza Italia Antonio Tajani, il portavoce dei gruppi Giorgio Mule'. La parola d'ordine, insomma, deve essere "basta polemiche" e la direttrice da seguire è quella di lavorare tutti "sui contenuti".

GASPARRI - "In primo luogo mi fa piacere che la scissione, paventata nelle scorse settimane, non si sia verificata - commenta all'Adnkronos il senatore Maurizio Gasparri (Fi) - Le scissioni non portano bene a chi le fa. Altrimenti, se il gioco è a chi alza di più la voce, si rischia di fare la Corrida di Corrado".

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