Ok Senato a ddl taglio parlamentari - Politica

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Al voto, secondo era stato annunciato prima, non hanno partecipato gli esponenti della Forza Italia "per segnare il dissenso sul modo in cui la riforma viene portata avanti". Voto contrario del centrosinistra, con PD e Leu a votare contro. "Noi non ci fermiamo". Missione compiuta per il Senato che per la seconda volta ha votato sì al taglio delle sue stesse poltrone, grazie al MoVimento 5 Stelle e al ministro Riccardo Fraccaro. La proposta dei 5 Stelle è di ridurli a 600. Di questi, sarebbero 8 a essere eletti nelle circoscrizioni estero, anziché 12 come avviene oggi. Fanno eccezione il Molise che eleggerà due senatori e la Val d'Aosta, uno. L'iter rafforzato viene chiamato 'navetta' costituzionale ed è previsto per le sole leggi che modificano la Carta.

"Approvato al Senato il taglio dei parlamentari". Tra le due votazioni, inoltre, devono intercorrere tre mesi. Per evitare un eventuale referendum servono i due terzi di Camera e Senato. Se la riforma costituzionale dovesse venire approvata in definitiva, passerebbe al quinto posto, dietro la Polonia.

Con la riforma costituzionale si presenta il problema della rappresentanza democratica. "Taglio di 345 parlamentari, fatto".

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La rappresentanza democratica, se la riforma passasse così com'è, ne risulterebbe compromessa: i partiti minori non riuscirebbero a essere rappresentanti perché le liste, già escluse dalla corsa per ottenere i seggi uninominali, non riuscirebbero a ottenere seggi, soprattutto al Senato. In Italia - si legge nel dossier del centro studi - il numero dei parlamentari, dopo la revisione costituzionale del 1963, è determinato dalla Costituzione in numero fisso mentre in precedenza era determinato in rapporto alla popolazione.

Il problema si presenterebbe ancora più sentito presso le commissioni permanenti. Il numero degli abitanti per deputato aumenterebbe così da 96.006 a 151.210. "I cittadini italiani non se la berranno".

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