Libia, liberi i 350 migranti sopravvissuti al bombardamento

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I missili francesi scoperti in una base del Maresciallo Khalifa Haftar, vicino Tripoli, di cui la Francia ha riconosciuto la proprietà, non erano "in mani libiche": è quanto ha assicurato oggi la ministra francese della Difesa, Florence Parly. Come rivelato dal New York Times, i missili facevano parte di un lotto venduto nel 2010 dagli Usa alla Francia e rientrano in un elenco di armi vendibili solo a stretti e affidabili alleati. Un consulente dell'esercito francese ha confermato al Nyt che i quattro missili appartengono alla Francia ma ha negato il trasferimento al generale Haftar. Tuttavia, i missili "danneggiati e fuori uso" erano stati "temporaneamente immagazzinati in un deposito per la distruzione".

Resta poi da capire perché i missili siano stati trovati nella Libia occidentale visto che gli 007 e le forze speciali francesi sono di stanza nell'est del Paese, molto lontano da Tripoli, dove attualmente si concentrano gli scontri.

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Scomparsa dal 2 luglio, era stata lanciata una vasta operazione di ricerca nella speranza di ritrovarla. Suzanne Eaton si trovava a Creta per partecipare a una conferenza.

Secondo il quotidiano americano, "questa versione lascia molte domande senza risposta". L'agenzia spiega che negli ultimi giorni i delegati dell' Unhcr hanno visitato Tajoura e fornito cibo, acqua e assistenza medica, in seguito al raid. "Da una parte dicono che quelle armi erano inutilizzabili e dall'altra che sarebbero servite per la protezione dei francesi impegnati nelle operazioni anti-terrorismo". Durante l'incontro, sono stati affrontati diversi temi di interesse comune come il contrasto al traffico di esseri umani, la lotta al contrabbando di droghe e al terrorismo, ribadendo la necessità di riattivare il comitato misto di sicurezza.

Nel pomeriggio del 9 luglio, il governo della Libia ha liberato 350 migranti reclusi nel centro di detenzione di Tajoura, nei pressi della capitale Tripoli. Lo dichiara all'Agi il portavoce del ministero degli Esteri del Governo di accordo nazionale libico, Mohammed Al Qablawi.

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