Autonomia, è guerra Zaia: "Conte ci prende in giro"

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"Il disegno si sta realizzando con le garanzie che ho sempre richiesto, ci saranno incontri anche la prossima settimana", ha spiegato Conte. La sintesi fatta ai piani alti è implacabile: "Il Paese è fermo, la riforma dell'autonomia è un brutto capitolo, la vicenda dell'Alitalia si poteva risolvere mesi fa, l'Ilva rischia di chiudere lasciando diecimila famiglie a casa, il reddito minimo è una follia, i cantieri sono fermi, a parte alcuni in Sicilia, che vanno avanti per interesse dei 5 Stelle". Fontana dalle colonne del Corriere della Sera è un fiume in piena.

Salvini si dice tranquillo. "Elimina anche la norma che ci consentirebbe di trattenere in Lombardia risparmi fatti con l'efficientamento dei servizi". De Luca, in poche parole, controlla se stesso, un'anomalia tutta italiana che obbliga il M5S a marcare stretto De Luca al fine di poter fare qualcosa di buono per il sistema sanitario dei cittadini campani. Volontà del presidente del Consiglio è muoversi nel rispetto del dettato costituzionale, ma, dal fronte Lega, non si nasconde il nervosismo per un percorso che i più, in casa Carroccio, temono 'impaludato'. "È la battaglia del futuro del nostro Paese". Ma Salvini esita. Infatti nel caso Conte dovesse rinunciare al mandato, potrebbe farlo chiedendo di essere rinviato alle Camere per avere lì la sfiducia. Critici, per non dire in rivolta, i presidenti delle Regioni del Nord, Luca Zaia per il Veneto e Attilio Fontana per la Lombardia. "Poi cosa è successo? - concludeva - loro perché hanno detto no?"

Mauro Icardi non cambia idea e vuole solo restare all'Inter
Per il centrocampista si è registrata una brusca frenata: il Real non scende sotto la richiesta di 42 milioni di euro, De Laurentiis non offre più di un prestito.

"In questi giorni il suo giornale, come pure vari altri, si interroga sulle condizioni di salute della maggioranza di governo e prospetta un mutamento nel mio modo di interpretare il ruolo del Presidente del Consiglio": Giuseppe Conte inizia così la lettera inviata al direttore di Repubblica per rimarcare la sua posizione riguardo all'elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, e soprattutto alle tensioni nel governo che questa ha portato. "Sono soddisfatto della mia squadra, non mi e' stato posto nessun problema in questa direzione". Il premier ha parlato di "significativi passi avanti" che avvicinano "ragionevolmente al passaggio finale". "Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di Pil".

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