Gb, oggi l'annuncio del nuovo leader dei Conservatori

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Alla fine la spuntò Boris Johnson: dopo una lunga serie di turni elettorali interni al Partito conservatore britannico, l'ex sindaco di Londra è stato eletto leader dei Tories e, dunque, premier del Regno Unito. Presente anche Rory Stewart, il ministro della Cooperazione, che ai giornalisti, entrando a Downing Street, ha confermato che non intende partecipare a un governo guidato da Johnson. Il Cancelliere dello Scacchiere Hammond, che ha responsabilità di ministro delle Finanze ha annunciato che si dimetterà in caso di successo di Johnson. Ha poi invitato "in questo momento cruciale nella storia" del Paese e del partito, a "riconciliare" due aspetti che finora sono apparsi inconciliabili: "L'amicizia con gli alleati europei" e "il contemporaneo desiderio di un governo democratico autonomo in questo Paese".

Nel 2018, ha definito le donne che portano il burqua "cassette della posta" o "rapinatori di banche".

Boris Johnson ha raggiunto l'obiettivo, con un margine superiore rispetto a quanto ci si aspettava. Inizialmente, si erano candidati dieci Tory: il ministro dell'Ambiente Michael Gove, il segretario di stato per la Sanità Matt Hancock, il parlamentare Mark Harper, il ministro degli Esteri Jeremy Hunt, Sajid Javid, l'ex ministro degli Esteri Boris Johnson, la leader della Camera dei Comuni Andrea Leadsom, la parlamentare Esther McVey, l'ex segretario per la Brexit Dominic Raab e il segretario per lo Sviluppo internazionale Rory Stewart. La scelta per rimpiazzare May era tra Johnson e Jeremy Hunt.

Napoli, 5-0 al Feralpisalò: in gol Manolas e doppietta di Verdi
In mezzo il gol di Tonelli , che al 57' che schiaccia di testa un calcio d'angolo battuto da Callejon . Ad aprire le marcature il neo acquisto Manolas all'esordio con la maglia azzurra.

Qualche mese dopo la sua nomina a ministro degli Esteri britannico, per esempio, Johnson incontrò l'allora ministro dello Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda.

Lo scenario di un divorzio senz'accordo (no deal) del Regno Unito da Bruxelles e' ormai "molto probabile": lo sostiene il vertice di Getlink, la società di gestione dello strategico tunnel sotto la Manica attraverso cui passano i treni che collegano l'isola al continente europeo. Mentre il leader dei Laburisti Jeremy Corbyn, valuta l'ipotesi di una mozione di sfiducia contro il futuro premier prima del 31 ottobre, che è proprio la data indicata da Johnson come tassativa per l'uscita dall'Unione Europea. Theresa May farà il question time e l'ultimo discorso davanti alla residenza di Downing street prima di recarsi dalla regina per presentare il suo successore.

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