Carabiniere ucciso, foto choc: americano bendato in caserma. Accuse ai carabinieri

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I punti chiavi sono l'esatta dinamica del furto e l'estorsione che hanno fatto scattare l'operazione nella quale è morto il militare.

La foto che vedete qui sopra è stata scattata venerdì 26 luglio, in un ufficio del Reparto investigativo dei carabinieri di via In Selci, a Roma. E i magistrati sono consapevoli che una simile procedura potrebbe essere utilizzata dalla difesa anche per invalidare gli atti del processo. I due giovani americani infatti erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: perciò hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi. Una foto, se confermata, destinata ad alimentare nuove polemiche dopo quelle indegne di queste ultime ore fra chi chiede misure più energiche sulla sicurezza e chi rilancia parlando di fake news sulla pista iniziale dei maghrebini.

Sono stati arrestati in un Hotel di lusso della capitale Natale Hjorth ed Elder Lee, i due ventenni americani responsabili dell'assassinio del vice brigadiere Mario Rega Cerciello. Ha confessato uno dei due giovani ragazzi americani che erano stati fermati in mattinata.

Weekend a rischio temporali: le previsioni per i prossimi giorni
I venti saranno al mattino moderati e proverranno da Sud , al pomeriggio moderati e proverranno da Ovest-Sudovest. Sui monti parzialmente nuvoloso o nuvoloso con rovesci/temporali locali sulle Prealpi e sparsi sulle Dolomiti .

Dopo aver appreso la nozizia dell'uccisione del carabiniere a Roma Salvini è stato durissimo nel suo commento:"È stato ammazzato da due stronzi". Il 18enne è indagato per il concorso in omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso giovedì notte. Inutili i soccorsi e le prime cure prestate all'ospedale Santo Spirito.

Durante le ricerche nella zona, gli investigatori hanno trovato conficcato in una grata un oggetto appuntito, verosimilmente un punteruolo e hanno ritrovato anche un coltello da cucina all'interno di un'altra grata, questa volta sul lato opposto del palazzo di via Giuseppe Gioiacchino Belli, una strada che fa angolo con via Pietro Cossa. Perché era un servitore dello Stato, uno dei nostri tanti eroi silenziosi che ogni giorno portano a compimento il loro dovere con coraggio e abnegazione, per garantire la nostra sicurezza.

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