Salvini attacca Tria: "Non vuole la Flat tax? O io o lui"

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Assenze che però il Movimento 5 Stelle dice essere giustificate, con l'unica eccezione di Doriano Sarli.

Infine, sul disinnesco delle clausole Iva Tria ha confermato che il governo "sta lavorando in quella direzione". Il problema e' tutto sulla manovra d'autunno che, ha spiegato il capo della Lega ai suoi, deve prevedere "almeno dieci miliardi di tagli alle tasse e altri due in fondi ai disabili".

Lo ha detto il vicepremier leghista Matteo Salvini intervenendo ai microfoni di 24 Mattino, programma radiofonico condotto da Maria Latella su Radio24. Borghi aveva anche detto: "Comunque le nostre sono idee e proposte e le idee spesso durano di più dei ministri o dei deputati", sottolineando come l'impegno per il taglio delle tasse fosse dovere di un ministro gialloverde, nel rispetto del contratto di governo. "Anche con Tria perché quando dice che 'la flat tax vabbè, vedremo, chi vivrà vedrà', no!".

Weekend a rischio temporali: le previsioni per i prossimi giorni
I venti saranno al mattino moderati e proverranno da Sud , al pomeriggio moderati e proverranno da Ovest-Sudovest. Sui monti parzialmente nuvoloso o nuvoloso con rovesci/temporali locali sulle Prealpi e sparsi sulle Dolomiti .

"La testardaggine sta pagando, è arrivato il sì alla Tav". "La Lega non voterà mai una manovra economica timida e con pochi spiccioli". Il bersaglio diretto è Giovanni Tria: "Se pensa di fare una manovra economica da robetta", una manovricchia, "non sarà il nostro ministro dell'Economia". Questo anche se le due anime del Governo non vogliono determinare la fine della legislatura ma con i due vicepremier che rivendicano il proprio potere elettorale (Salvini nelle ultime elezioni regionali ed europee e Di Maio nelle Politiche del 4 marzo dello scorso anno con i conseguenti numeri in Parlamento). Ma di "salario minimo" la Lega non vuol sentir parlare. "Abbiamo il 33% e ce la metteremo tutta". Non possiamo dire lo stesso della flat tax, di cui ancora non si conoscono i dettagli salvo che possa essere, testuali parole del ministro dell'Interno, una scelta non un obbligo.

E' vero che occorre una manovra espansiva posto che siamo in una fase di stagnazione, ma per far questo occorre una attenta riduzione delle spese correnti non produttive puntando su investimenti e scuola, formazione, ricerca, ovvero con un occhio rivolto al futuro. Servono realismo e fatti.

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