Ndrangheta e politica, arrestati i capigruppo Pd e Fdi alla Regione Calabria

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Sono in corso anche una serie di perquisizioni e di sequestri nei confronti di società e imprese Nei confronti dei destinatari dell'ordinanza, la maggior parte dei quali affiliati alla cosca, gli inquirenti e gli investigatori ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale di arma, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.

Il blitz ha consentito di portare alla luce come l'organizzazione avesse messo le mani su diversi settori economici di Reggio Calabria, attraverso il controllo di diverse società nei settori edilizio, immobiliare e della ristorazione.

L'inchiesta ha accertato anche che nel corso degli anni i Libri avrebbero favorito alcuni imprenditori, apparentemente estranei a qualsiasi contesto mafioso ma in realtà coinvolti nelle dinamiche dell'organizzazione alla quale "partecipavano attivamente". Gli imprenditori, rispondendo alle logiche ed alle strategie di sviluppo imprenditoriale pianificate dai vertici della cosca e godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi; godendo da un lato della protezione della 'ndrangheta - al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali - e finanziandola dall'altro. L'attività di indagine ha fornito, secondo gli investigatori, importanti elementi sulla centralità del ruolo esercitato dalla cosca in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del novembre 2014.

Tra gli indagati compare, l'attuale capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Seby Romeo (ai domiciliari), l'ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi (indagato a piede libero) ed Alessandro Nicolò (in carcere). Il capogruppo Pd alla Regione Calabria Seby Romeo è stato condotto agli arresti domiciliari, mentre il capogruppo di Fdi Alessandro Nicolò è stato portato in carcere.(ANSA). "Mi autosospendo dal partito fino a quando non si farà chiarezza", ha affermato in una nota il senatore del Pd Ernesto Magorno in relazione agli esiti dell'operazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, diversi imprenditori e anche politici erano completamente al servizio della cosca. L'ascesa di politico reggino, di cui gli investigatori non fanno il nome, fino al Consiglio regionale, secondo gli investigatori, "è stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri".

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Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca LIBRI, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, allo stesso tempo ha avuto la capacità di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino; gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici. Di fatto, godevano della protezione della 'ndrangheta e allo stesso tempo la finanziavano. Imprese attive soprattutto nel settore edile, immobiliare e della ristorazione, per un valore complessivo di diversi milioni di euro.

In particolare la cosca dei Libri sarebbe riuscita ad elaborare "raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali". In quella tornata elettorale, la consorteria avrebbe convogliato parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali, in cambio di favori. Si tratta di Demetrio e Francesco Berna, quest'ultimo presidente di Ance Calabria, ritenuti "imprenditori di riferimento della cosca Libri".

Maxi blitz della polizia all'alba di questa mattina, mercoledì 31 luglio, a Reggio Calabria contro il clan Libri, "una delle più potenti articolazioni della 'ndrangheta unitaria" secondo gli investigatori. Gli interessi economici e politici dei Libri. "Tra gli indagati vi sono anche esponenti del Pd, per i quali la commissione di garanzia ha già provveduto immediatamente alla sospensione dal partito in attesa dell'esito delle indagini", ha spiegato il segretario dem Nicola Zingaretti, che sottolinea come "sia necessario un radicale processo di rinnovamento della classe politica calabrese". E ancora: "Un plauso alla magistratura e agli uomini che, in queste ore hanno sferrato un deciso colpo alla 'Ndrangheta colpendo la cosca Libri".

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