Intesa Sanpaolo: il private banking non delude

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Negli ultimi tre mesi i dati sono leggermente migliorati: risultato netto pari a 167 milioni di euro (+5,9% rispetto al primo trimestre) e i proventi operativi netti ammontano a 278 milioni di euro (+5,3%). Si registra infatti un'utile netto pari a 1.216 milioni di euro. Nel secondo trimestre l'utile netto è stato di 1,216 miliardi, in aumento del 31% rispetto ad aprile-giugno del 2018. Lo afferma il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La rilevazione semestrale, a 4,47 miliardi, segnala invece una diminuzione del 3,2% sul primo semestre 2018.

Guardando alle divisioni emerge che quella di Asset Management nel primo semestre 2019 ha registrato: - proventi operativi netti per 364 milioni, -1,6% rispetto a 370 milioni del primo semestre
2018, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% anche nel
primo semestre 2018); - costi operativi per 72 milioni, -6,5% rispetto a 77 milioni del primo semestre 2018; - un risultato della gestione operativa di 292 milioni, -0,3% rispetto a 293 milioni del primo
semestre 2018; - un cost/income ratio al 19,8% rispetto al 20,8% del primo semestre 2018; - un risultato corrente lordo pari a 292 milioni, -0,3% rispetto a 293 milioni del primo
semestre 2018; - un risultato netto pari a 226 milioni, -2,6% rispetto a 232 milioni del primo semestre
2018.

I dati "sono pienamente in linea con gli obiettivi" e per il 2019 è atteso un aumento del risultato netto rispetto al 2018, grazie alla crescita dei ricavi, alla continua riduzione dei costi operativi e al calo del costo del rischio. La banca ha conseguito nei primi sei mesi dell'anno il risultato netto di 2,266 miliardi contro i 2,179 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso (+4%).

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Non siamo il campo profughi d'Europa. "Pieno rispetto per le forze dell'ordine, pieno rispetto per i poliziotti e per i militari" ha aggiunto Di Maio.

Lo stock dei crediti deteriorati è in calo del 4,6% da fine 2018 al lordo delle rettifiche.

La cessione al veicolo di cartolarizzazione avverrà a un prezzo pari a circa 2 miliardi di euro, in linea con il valore di carico.

Dopo tante indiscrezioni di stampa circolate in queste settimane, è arrivata oggi l'ufficializzazione dell'accordo tra IntesaSanpaolo e Prelios sulle inadempienze probabili (in inglese Unlikely To Pay o con il loro acronimo Utp), ossia tipicamente i crediti di società temporaneamente in difficoltà che potrebbero tramutarsi in esposizioni più problematiche oppure tornare tra i crediti esigibili. Lo rende noto un comunicato di Intesa SanPaolo specificando che questo accordo con un operatore leader di mercato nel segmento degli UTP, che si aggiunge alla partnership strategica riguardante i crediti in sofferenza perfezionata con Intrum nel 2018, permetterà al Gruppo Intesa Sanpaolo di focalizzarsi - anche grazie alla riallocazione di risorse esperte, nell'ordine di qualche centinaio di persone - sulla gestione proattiva dei crediti ai primi stadi di deterioramento (l'iniziativa Pulse in particolare), avvalendosi delle migliori piattaforme esterne per la gestione degli stadi successivi, e di accelerare ulteriormente il conseguimento dell'obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati indicato nel Piano di Impresa 2018-2021.

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