PIL, nessuna crescita nel secondo trimestre 2019

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Dall'Istat molti dati significativi nell'ultimo giorno del mese: Pil a crescita zero nel secondo trimestre; inflazione allo 0,5%, in calo sui livelli di quindici mesi fa; occupazione sostanzialmente ferma al 59,2%, con il tasso di disoccupazione giù al 9,7%. Nelle stime dell'istituto di statistica si registrano quindi variazioni di fatto nulle nel confronto congiunturale e tendenziale.

Secondo l'Istat dunque: "nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell'economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno".

Per una volta i dati sulla crescita preliminare del Pil del secondo trimestre 2019 non si prestano a manipolazioni.

Anche su base annua l'occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +115 mila unità) dato che si accompagna a un forte calo dei disoccupati (-10,2%, pari a -288 mila unità) e a un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a 23 mila). "Dal lato della domanda, vi è un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte) sia della componente estera netta".

Nedved: "Juve su Lukaku? Ci sono proposte e interessi, stiamo lavorando e…"
Lukaku? Noi ci sentiamo forti, questo è normale come lo si sentono altre squadre. Riceviamo proposte, abbiamo delle offerte, delle chiacchierate e poi decideremo.

Ad aggravare la situazione economica del Paese con la crescita zero del Pil le scelte politiche prese dal governo Conte negli ultimi 12 mesi, che hanno aggravato il debito pubblico, l'assistenzialismo e la spesa corrente a discapito degli investimenti che, volente o nolente, continuano ad essere bloccati, soprattutto quelli verso le infrastrutture che potrebbero contribuire positivamente allo sviluppo. Si dice che l'andamento meno positivo del previsto delle esportazioni italiane abbia un'origine nella persistente guerra commerciale tra Usa e Cina che una settimana finisce e la settimana dopo si riaffaccia in funzione dei volatili tweet del presidente americano e malgrado la stabilità derivante dalla visione di lungo periodo dei cinesi. C'è da calcolare un netto che può variare tra paesi in funzione di tante variabili.

"Il dato era atteso e riflette in larga parte il rallentamento in atto nell'economia dell'eurozona" ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. L'auspicio - più che un'attesa razionale - è che il valzer danzato quest'anno non si ripeta con la prossima legge di bilancio 2020.

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