Dazi e tasse a valanga: Trump stanga la Cina

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Alcuni analisti hanno affermato che questo deprezzamento dello yuan potrebbe scatenare un nuovo pericoloso fronte nelle ostilità commerciali: una guerra valutaria.

La decisione arriva dopo le recenti minacce del presidente Donald Trump di imporre una nuova tariffa del 10% sui beni cinesi per circa 300 miliardi di dollari, ponendo così fine alla tregua concordata tra Pechino e Washington nella sua escalation di tensioni commerciali.

È un vero e proprio terremoto che coinvolge anche le borse europee. Come ha ricordato un articolo sull'Avvenire, "ci sono "associazioni culturali", come la Nippon kaigi, alla quale aderiscono 15 dei 18 membri dell'attuale governo, compreso il premier Shinzo Abe, che, nello statuto indica, come una delle sue principali missioni, quella di "liberare il Giappone e i giapponesi dal senso di colpa nei confronti del glorioso passato".

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.962,64 punti (-2,27%) e Ftse Mib a 21.046,86 punti (-2,41%).

Migranti, von der Leyen: "Nuovi criteri umani ed efficaci di ripartizione"
Lo farà per le migrazioni, per cui serve "un nuovo patto", di "procedure efficaci, efficienti e umane", ha precisato. "Un'Unione europea unita ha bisogno di un'Italia forte, prospera".

Pechino "dovrà prendere le necessarie contromisure per difendere risolutamente i suoi interessi chiave". "Sto scherzando", ha subito aggiunto. Gli Stati Uniti hanno già imposto tariffe per merci cinesi per un valore di 250 miliardi di dollari. Come muoversi allora con le altre valute? O vendere parte dei titoli del debito Usa, però con possibili effetti boomerang. Trump cerca di rassicurare spiegando che sarà la Cina a pagare il prezzo dei dazi e non gli americani, poi si dice non preoccupato per la reazione dei mercati azionari.

Una promessa, quest'ultima, molto cara al presidente, che non vuole perdere il consenso dei "farmer" per la sua rielezione.

Diplomaticamente il ministro degli Esteri Wang Yi ha commentato che "i dazi non risolvono le frizioni", ma è un dato di fatto che con la manovra dei dazi Trump sta cercando di contenere la Cina non soltanto dal punto di vista economico.

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