Morto Gimondi, la Procura di Messina non dispone l’autopsia

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"Due ragazzi poveri - ricorda Motta - che sono cresciuti a forza di colpi sui pedali". Nel suo ricco palmares spiccano infatti i tre successi al Giro d'Italia, ottenuti nel '67, nel '69 e nel '76, la vittoria del Tour de France nel 1965 e quella della Vuelta nel 1968. "L'oro al mondiale 1973 è il ricordo più bello". Ma Gimondi, che a stare alla ruota di Merckx aveva imparato bene, non si lascia attirare nella trappola. Da lui in ogni tappa potevi aspettarti qualcosa. Il fuoriclasse bergamasco se n'è andato in maniera imprevista e quanto mai dolorosa, sia per la sua famiglia, sia per la sua famiglia allargata, ovvero il mondo del ciclismo.

Da Sedrina, un paesino appena fuori Bergamo, al tetto del mondo.

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Hai unito gli amici, la tua famiglia , la famiglia de Le Iene , abbiamo scritto che niente sarà più come prima. " Nadia ha voluto che fossi io a celebrare il suo funerale - ha spiegato don Maurizio - mi costa molto".

Dal punto di vista sportivo, poco da dire se non la seguente asserzione: dopo Coppi e Bartali, nella scala dei più grandi corridori italiani di tutti i tempi, ci sta Gimondi. Ci sono gli amici di sempre, i "gimondiani" che sono ancora qui ad acclamarti e ci siamo anche noi: io, mamma e Federica che vogliamo vederti ancora una volta sorridere. Gimondi vinse il Tour de France nel 1965, è stato l'ultimo italiano a vincere la 'Grand Boucle' fino a Pantani, poi è arrivato il successo di Nibali. A sorpresa, perché lui era il compagno di Adorni, capitano e uno dei favoriti. Non c'è competizione importante che Gimondi non abbia vinto nonostante l'ingombrante presenza di Merckx. Nei Tour dei primi anni Sessanta, il primo (5 volte vincitore della Grande Boucle) riusciva sempre a precedere il secondo. Il tuo cuore grande e forte non ha retto e ora sei qui su questo tavolo, in questa stanza gelida.

Ho impiegato due anni a capirlo: Merckx era più forte di me. A ottobre di quell'anno l'ultima corsa al Giro dell'Emilia. Gimondi che volava in bicicletta e mangiava chilometri su chilometri, Gimondi che della fatica in montagna ha fatto il suo marchio di fabbrica è morto in vacanza al mare stroncato dal relax all'alba dei 77 che avrebbe compiuto tra un mese.

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