Crisi di governo, la decisione del Presidente della Repubblica Mattarella

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Poi annuncia: "Mi è stata presentata la richiesta di ulteriori verifiche, il presidente non può precludere questa possibilità". Successivamente Mattarella ha sentito al telefono Giorgio Napolitano, che al momento non è a Roma.

Ricorrere agli elettori è necessario quando il Parlamento non è in condizione di esprimere una maggioranza di governo. Ma la porta a Matteo Salvini, che oggi ha rilanciato e fatto un'apertura a Luigi Di Maio, non sarebbe ermeticamente chiusa, anche se si tratta di una strada difficilmente praticabile.

Ci saranno nuove consultazioni.

"Con le dimissioni di Conte, che ringrazio con i ministri, s'è aperta la crisi con una rottura polemica tra i due partiti".

"Svolgerò quindi nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e per assumere le decisioni necessarie".

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"La guida di questa crisi ora tocca tutta a Nicola (Zingaretti, ndr) - dice Renzi - Io l'ho sottolineato con chiarezza: ho proposto un governo istituzionale, superando il profondo solco che divide Pd e M5S, non per mio vantaggio personale, ma perché c'è seriamente in gioco la stabilità dell'Italia. Che stomaco che hanno!"

"Al voto subito, al voto subito, al voto subito".

"Abbiamo ribadito l'indisponibilità a soluzioni tampone semplicemente per contrastare il voto anticipato e la disponibilità a dare un contributo per un governo politico di svolta che dia un segnale di cambiamento di cui il Paese ha bisogno", ha detto Fornaro. Gli altri non si potranno presentare. "La via maestra non possono essere giochini, manovre di palazzo, ma solo le elezioni".

Nonostante i tanti apprezzamenti ricevuti dal centrosinistra dopo il suo discorso al Senato contro Salvini, parole comunque giudicate anche tardive, in caso di un'intesa di governo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico difficilmente l'avvocato sarà di nuovo il premier. Le consultazioni di Mattarella proseguiranno nel pomeriggio: alle 16 arriverà la Lega e infine alle 17 il Movimento Cinque Stelle.

Tant'è che molti mal digeriscono un'eventuale alleanza con i dem, anche qualora alcuni esponenti dovessero rimanere fuori (come Renzi, Boschi, eccetera) e vorrebbero affidare la decisione di accordo con il Partito Democratico alla piattaforma Rousseau. Domani toccherà ai partiti: prima il Pd, poi a seguire Lega e M5s.

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