Brexit, Johnson chiede la sospensione del Parlamento

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Intanto, Boris Johnson nega: ai microfoni della BBC ha già fatto sapere che la sospensione dei lavori "non è assolutamente quella di accelerare un No Deal" e ha insistito che "i membri del Parlamento avranno tutto il tempo necessario per discutere delle modalità di uscita". Il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha chiesto un incontro "urgente" con la regina.

"Sa che il popolo non sceglierebbe un No Deal e che i rappresentanti eletti non lo permetterebbero". Il premier Boris Johnson ha infatti deciso di chiedere alla sovrana di tenere dopo il 15 ottobre il discorso in Parlamento, che tradizionalmente dà l'avvio ai lavori dopo la pausa estiva.

"Un elemento centrale del programma legislativo sarà la priorità legislativa assoluta del Governo -se un nuovo accordo è in arrivo al Consiglio europeo- per introdurre un disegno di legge sull'uscita" dall'Ue "e procedere spediti per garantire la sua approvazione prima del 31 ottobre", scrive il premier. La sospensione è stata definita dall'opposizione come "un modo per impedire ai deputati di fermare una Brexit senza accordo". "Penso che ciò che il presidente Usa sta dicendo è che Boris Johnson è esattamente ciò che lui stava cercando, un primo ministro accondiscendente che consegnerà le tutele e i servizi pubblici del Regno Unito alle società Usa con un accordo di libero scambio".

Meteo, temporali attesi al Nord e al Centro nelle prossime ore
Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 27°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 15°C. I venti sono generalmente deboli settentrionali, con locali rinforzi sulle Alpi del Nord-Est .

Si tratta di una mossa che blocca di fatto l'opposizione e sta provocando forti contestazioni. La maggioranza formata dai conservatori e il Dup, il partito unionista nordirlandese si regge finora su un solo deputato di vantaggio dopo che i tories hanno perso il 1 agosto le elezioni suppletive nel seggio del Brecon Radnorshire a favore dei libdem. "Il distacco dell'Inghilterra dalle altre nazioni costitutive del Regno Unito diviene quindi un'opzione sempre più concreta, che d'altronde nel calcio è già da anni realtà" concludono da Ethenea. Boris Johnson ha dichiarato in tv: "Serve ad andare avanti con i piani per far progredire il Paese".

Johnson ha intenzione di lasciare a casa i deputati dal 9 settembre al 14 ottobre, giorno in cui è fissato il discorso della Regina sulle politiche del nuovo governo. Non può farlo finché la sessione in corso del parlamento non viene sconvocata e se ne apre una nuova.

Elisabetta ha autorizzato la decisione del governo, contro cui sono state raccolte ben 500mila firme in poche ore. Ancora prima che arrivasse l'ufficialità del provvedimento, c'era già una petizione su internet che aveva raccolto oltre 40mila adesioni: "Sua Maestà, per favore, mantenga la nostra democrazia funzionante". "A meno che i parlamentari non si uniscano per fermarlo la prossima settimana, quella di oggi passerà alla storia come una giornata buia per la democrazia del Regno Unito", ha detto Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese.

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