Ocse: "Per il Pil tricolore crescita zero nel secondo trimestre"

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Nelle sue ultime proiezioni sulla congiuntura internazionale presentate nella giornata di ieri al G7 di Biarritz, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha parlato chiaro. Su base annua l'area Ocse ha registrato un aumento del Pil dell'1,6%.

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Indubbiamente ci sono stati errori, fanno parte del nostro mestiere anche se non si dovrebbero fare. Sicuramente ho parlato con loro, sono i primi a essere dispiaciuti e arrabbiati con loro stesso.

In riferimento al primo trimestre dell'anno, si registra un andamento positivo generalizzato per tutti i Paesi Ocse ed anche per l'Italia (+0,5%), che comunque fa da fanalino di coda all'Eurozona (+0,7%). Più moderato il rallentamento degli Stati Uniti che da +0,8% scende a +0,5% e del Giappone che da +0,7% cala a +0,4%. "Ma guai a derubricare il risultato del nostro Paese come dipendente solo da una congiuntura globale - conclude Nesci - è evidente che qualcosa non stia funzionando nel sistema-Italia e la politica è colpevolmente in ritardo, troppo impiegata in rimpasti parlamentari per dare un futuro ai cittadini". "Nazionale Denis Nesci - e, sebbene anche i nostri alleati europei siano in frenata, abbiamo poco di che rallegrarci, dato che la nostra economia vive in simbiosi a quella di Francia e Germania, motivo per cui la loro fragilità è anche la nostra". Tra le sette principali economie, gli Stati Uniti hanno messo a segno la crescita annuale più elevata (+2,3%), mentre l'Italia, sottolinea l'organizzazione, ha registrato la crescita annuale più bassa (0,0%). Il paese che ha sentito di più le ripercussioni della crisi, tuttavia, è il Regno Unito, dove il PIL si è contratto (-0,2%) contro il +0,5% dei primi tre mesi dell'anno, a causa delle incertezze della Brexit. La crescita italiana è pari a zero (0,5% per l'esattezza).

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