L'uragano Dorian spaventa gli USA: pronta la chiusura delle centrali nucleari

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Dopo aver sfiorato Porto Rico, l'uragano Dorian sta crescendo in potenza, e si dirige verso la costa atlantica della Florida.

Il presidente Usa Donald Trump ha definito Dorian "un assoluto mostro" e ha cancellato un viaggio in Polonia per stare sul posto e concentrarsi sui preparativi per la tempesta.

Il cono d'impatto pone in particolar osservazione l'area di West Palm Beach, Port Sant Lucie, ma anche Orlando e Miami. Tra le zone che potrebbero rientrare nella traiettoria di Dorian anche il resort del presidente: "Mar a Lago è una struttura forte, ce la farà" ha commentato Trump. Si prevede che Dorian passi vicino o a sud di Puerto Rico mercoledì pomeriggio e sera come tempesta tropicale, col rischio però che diventi un uragano. Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato di emergenza in tutte le 67 contee.

L'allerta è altissima: "Dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio", è il mantra di queste ore in Florida.

Trump segue la macchina della protezione civile americana, la Federal Emergency Managament Agency, da Camp David.

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Tra i dem, i nomi che circolano per la carica di vice premier sono due: Dario Franceschini e, molto più staccato, Andrea Orlando . Un Paese con una giustizia ancora più equa ed efficiente, dove le tasse le paghino tutti, ma le paghino meno.

Avvertimenti presi in seria considerazione dalla popolazione locale che da ore ha preso d'assalto supermercati e stazioni di servizio. Tuttavia, lo stesso centro precisa che le previsioni sono soggette a modifiche man mano che la tempesta si sviluppa. Molti benzinai nello stato sono a secco.

I residenti fanno le scorte di cibo e acqua, che inizia a scarseggiare.

L'uragano Dorian punta con decisione verso la Florida. Infine anche le università hanno sospeso le lezioni fino a martedì.

Sui social impazzano le foto degli scaffali vuoti, dei sacchi di sabbia sistemati intorno a case e negozi e dei pannelli di legno che vengono inchiodati alle finestre per evitare che si spacchino i vetri. E, soprattutto, si preparano alla conta dei danni, stimati al momento fra i 18 e i 20 miliardi di dollari.

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