Jovanotti, non ti arrabbiare: il tuo Beach Party danneggia l'ambiente

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Anche a Rimini non erano mancate gli appelli degli ambientalisti contro lo show per salvaguardare i fratini, ma niente a confronto di quello che Jova ha poi visto oltre i confini romagnoli.

"Non mi sarei mai aspettato" che "il mondo dell'associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al "fact checking " di molte testate".

"Non c'è un problema tra ambientalisti, noi con Wwf e Greenpace e altre associazioni lavoriamo continuamente, abbiamo fatto battaglie importanti".

Dopo mesi di polemiche sugli effetti ambientali del suo tour sulle spiagge, Jovanotti sbotta contro gli ambientalisti.

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E per cambiare il Paese, migliorando la vita degli italiani, è fondamentale concentrarsi sui temi. Per noi conta il programma, contano le soluzioni ai problemi degli italiani, non le poltrone .

Alessia afferma "Ciao Lorenzo, io ero al jova beach party di Lignano del 28/08". Susanna se la prende anche lei con il Wwf affermado che "I concerti sulle spiagge e la difesa della natura non vanno d'accordo, mi dispiace". Secondo me il problema di Jovanotti è che questo evento invece di essere accolto da tutto il mondo in maniera trionfale, come si aspettava, ha ricevuto delle critiche. Ma il cantante spiega che con il WWF c'è stata una collaborazione costante per essere sicuri che ogni data del tour fosse sicura sia per gli spettatori che per l'habitat, tanto che, come nel caso di Ladispoli dove "C'era una criticità (non accertata pienamente, diciamo un rischio di criticità)", il concerto è stato spostato per non correre alcun rischio.

"Quando abbiamo iniziato a progettare il Jova Beach Tour - scrive nell'incipit del post - la primissima cosa che abbiamo fatto è stato contattare il Wwf per poterli incontrare per raccontare l'idea e chiedere a loro un parere, e sono stato io personalmente a metterla come condizione di partenza".

Hanno detto che abbiamo abbattutto alberi, strerminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone.

"Mi auguro che la grande attenzione mediatica che c'è stata sul Jova Beach Party permetta di mettere in campo percorsi di sostenibilità dei concerti, di tutti gli artisti, in maniera più graduale perché fare in modo che ci siano 50-100mila persone che non usano la plastica e che fanno la differenziata, non si fa dall'oggi al domani; è un sistema che va progettato, realizzato e gestito per bene", conclude il numero uno dell'associazione.

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