Tennis, il sogno italiano si chiama Berrettini

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In una partita emozionante, Berrettini ha sconfitto il francese Gael Monfils con il punteggio di 3-6 6-3 6-2 3-6 7-6, dopo quasi quattro ore di gioco. Il pubblico se n'è accorto e invece dei fischi meritati sono arrivati applausi ancora più meritati. "Avevo la situazione tutto sommato sotto controllo", ha aggiunto ancora lo spagnolo, che dopo aver vinto i primi 2 set ha dovuto subire la rimonta dell'avversario, "ha lottato in maniera fantastica ed è riuscito a cambiare ritmo in un modo incredibile".

Nadal, obiettivo 19° slam.

Comunque vada il torneo, queste due settimane newyorkesi rimarranno certamente impresse nella memoria di Matteo Berrettini, all'alba di una carriera che si prevede possa lasciare il segno, grosso come i crateri provocati dal suo dritto, sui campi di mezzo mondo ma che avrà sempre una data e un luogo di inizio, un incipit che si confonde e identifica in quello di un capolavoro di Woody Allen: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata". È stato semplicemente perfetto lo spagnolo che non ha concesso nemmeno una palla break al romano. Il match rimane in equilibrio anche nel secondo set, che però Nadal vinci se soprattutto per i troppi errori del tennista romano (alla fine quelli non provocati saranno 42 contro i 16 dello spagnolo). Ci sono tutti i presupposti per vederlo trionfare. È in forma, non ha speso energie psico-fisiche più del dovuto per raggiungere la sua quinta finale a Flushing Meadows. Per il nativo di Mosca è inoltre la quarta finale consecutiva sul cemento dopo Washington, Montreal e Cincinnati: l'ultimo a riuscirci fu Andre Agassi nel 1995.

Accanto all'eccellente risultato sportivo, il giovane tennista romano, 23 anni, ha visto crescere anche il suo conto in banca. Ha retto, inoltre, le pressioni ed i fischi dimostrando un temperamento pazzesco.

Il senso e il nonsenso dell’esclusione di Emre Can
EMRE CAN JUVENTUS- Un'esclusione a sorpresa, forse inaspettata, Sarri boccia Emre Can e si apre un nuovo caso in casa Juventus. Mi è stato promesso qualcos'altro la scorsa settimana e ora non riesco proprio a capire.

Dal Palatagliate di Lucca, che ospiterà anche le finali dell'edizione 2019 in programma dal 6 all'8 dicembre con possibili presenze di giocatori che calcano i palcoscenici mondiali, è transitato, quindi, un semifinalista degli Us Open e scusate se è poco.

Il precedente di Toronto non fa ben sperare.

Deluso, ma non triste, Matteo Berrettini arriva in sala stampa con poca voglia di parlare ma tanta di ripartire: "Giocare con Rafa Nadal in uno Slam, sentirlo dire certe cose, fa impressione. Ha accettato di essere il cattivo ma non credo che vorrà comportarsi così per tutta la sua carriera".

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